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L'ANGOLO DI ARMANDO

Fra fondo e romanzi

11 dicembre 2018

Da ragazzino giocava a calcio. Oltre confine. In Italia, a due passi dalla sua Santa Maria, in Val Monastero. Un mondo fatto di pallone quello di Dario Cologna, come quello del giovane Joe Nesbø, che è il suo autore preferito. Lui, il fondista svizzero più vincente della storia. L’altro, che pure da tempo ha abbandonato l’erba verde, diventato il giallista più letto della Norvegia. Dove lo sci di fondo è religione. La preghiera quotidiana di Dario, che è la seconda divinità dello sport rossocrociato. Secondo solo a Roger. Anche se Cologna è tutto fuorché divo. Come tutti coloro che hanno una cultura del lavoro oltre la norma. Al pari del talento che altri, vedi il fratello Gianluca, hanno sprecato. Orfani di quel senso del sacrificio che fa del potenziale campione un fuoriclasse che dura nel tempo. Da una decina d’anni. Conditi da quattro ori olimpici. Destinati a diventare cinque, come i cerchi simbolo dei Giochi, a Pechino nel 2022.