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L'ANGOLO DI ARMANDO

L'estetica della boxe

10 giugno 2019

Lo sport non ha regole. È imprevedibile. Provi a indirizzarlo su determinati binari e ti scappa via dove gli pare. Succede anche sul ring. Di fronte un campione elegante, forte e imbattuto: Anthony Joshua. E un cicciabombacanottiera che di nome fa Andy Ruiz. Sulla carta non c’è partita e ipotizzi che sarà una mezza pagliacciata. E invece no. L’ inguardabile Ruiz prima deraglia e pare sul punto di crollare. Ma più soffre, più libera rabbia e scaraventa una gragnola di colpi che gli salgono dalle budella, su Joshua. Che di tutto si sarebbe aspettato, ma non di subire la furia di quella palla di grasso e ira furibonda. È il passato che ritorna e scaravolta i nuovi dettami che impongono tanto. Troppo. Allenamenti scanditi con ossessionante precisione. Muscoli rigorosamente scolpiti. Diete ferree che se sgarri sono guai. Tutto quello che Andy Ruiz non fa. Spinto solo dall’istinto. Dal coraggio e la capacità primordiale di andare oltre gli schemi e la noia.