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L'ANGOLO DI ARMANDO

Lara, un unicum

19 febbraio 2019

Paura? Forse. Testa? È possibile. Tecnica? Sicuramente. E tutto parte da qui. Da un’involuzione che è figlia di tutto il resto. Lara Gut rappresenta un unicum nel mondo dello sci professionistico. Non esiste nell’intero pianeta sport un’atleta di tale livello che sia autodidatta. Mi spiego. Da un decennio a questa parte, la ticinese non si prepara con un allenatore vero. Il padre Pauli si è inventato un ruolo che non è quello del tecnico puro. Piuttosto quello del consigliere. Esagero, dello sparring partner. Del gestore. Del papà. Punto. Lara invece ha fatto quello che ha voluto dall’alto di una personalità straripante. Che è da sempre la sua forza, ma che è diventata la sua trappola. Ha paura e la testa non segue come prima, perché tecnicamente non è più quella di prima. Vorrebbe. Si autoconvince. Ma in pista non riesce ad essere quello che era perché non si allena come fanno gli altri campioni. Con una guida che ti impone di fare quello che devi.