X

Argomenti popolari

L'ANGOLO DI ARMANDO

Lavoro e fenomeni

25 novembre 2019

Idee, lavoro e investimenti. Sono alla base di tutti i processi di evoluzione. Ingredienti che ha messo in campo il calcio svizzero 25 anni fa dopo aver conquistato un Mondiale che mancava da una vita. Da lì a qui, la vita è allegramente cambiata con i rossocrociati costantemente presenti nei grandi tornei. Il massimo per un paese come il nostro. Piccolo. Senza vera fame. Anche pluridisciplinare, perché in Svizzera mica si vive di solo calcio. In sana concorrenza pulsano infatti pure hockey, sci, tennis e molto altro ancora. Cosa volere di più? Certo, un quarto di finale che tutti noi sogniamo. Sperare di raggiungerlo al prossimo Europeo è lecito, ma pretenderlo è il troppo che sfocia nell’assurdo. Tanto più se sei orfano di un vero fuoriclasse. La Finlandia ha avuto Litmanen. La Svezia Ibra. La Danimarca Laudrup, mentre il Belgio ha De Bruyne e Hazard. Per non parlare di Olanda e Italia che hanno storia, cultura e fenomeni, ma che all’ultimo Mondiale nemmeno c’erano.