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L'ANGOLO DI ARMANDO

Lui torna nel 2020

22 luglio 2019

Sono passati 10 giorni e ancora non ci credo. Passeranno 10 settimane e il senso di amaro stupore rimarrà inalterato. Altrettanti mesi e anni e in un piega del cervello continuerà a pulsare quell’attimo fuggente che sta sulla frontiera tra quello che poteva essere ma non è. Federer ha in mano la partita. Si costruisce due possibilità per far mangiare definitivamente l’erba a Djokovic. E invece no. Quando ormai ti aspetti di vedere Roger piangere di gioia, ti ritrovi ad osservare Nole che l’erba la mangia per davvero, ringraziando un dio verde che lo ha spinto dove sperava. Quando al massimo, se mai esistesse nel tennis, poteva pareggiare. È la robotica che prevale sul genio. Quest’ultimo incassa con cortesia, ma non molla. Il prossimo anno, alla soglia dei 39 anni, si ripresenterà a Wimbledon con lo stesso fuoco dentro, ma con ancor più ghiaccio nelle vene, per andare oltre una sconfitta che ancora ti girano e mai si capirà il perché.