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L'EDITORIALE

Alberi di Natale, grandi e piccini

18 dicembre 2018

In questo periodo si fa un gran parlare di abeti e pini. E come potrebbe essere altrimenti? A Natale, l’albero è indubbiamente uno dei grandi protagonisti in ogni angolo del pianeta. Dallo “spelacchiato” di Roma dell’anno scorso siamo passati agli alberi rosso fuoco dei corridoi della Casa Bianca, voluti da Melania Trump e che qualcuno non ha esitato a definire “da Suspiria”…
Anche nelle piazze delle nostre città e di molti villaggi, l’albero natalizio ha fatto la sua apparizione, con un rincorrersi di decorazioni e di illuminazioni, sempre più belle, più “risparmiose” (grazie all’impiego dei Led), dove le atmosfere soffuse hanno preso il posto di quelle più gridate di alcuni anni e decenni fa.
Noi abbiamo voluto seguire il percorso che l’albero di Natale di Piazza grande a Locarno ha fatto dai pendii valmaggesi alle rive del Verbano. È una bella storia (ve la racconta Paolo D’Angelo). Soprattutto è un bellissimo esempio di lavoro di squadra (Natale è per l’appunto la festa che ci vuole vedere tutti un po’ più uniti). Come pure un lavoro di squadra è necessario dentro le mura domestiche per la preparazione degli alberi di Natale formato famiglia. Aldilà della bellezza estetica di bocce e ghirlande, è soprattutto il momento della preparazione a rendere l’albero un bellissimo evento. Grandi e piccini lavorano insieme per un unico obiettivo. Nella memoria dei bambini, l’agghindamento dell’albero rimarrà per sempre un momento indelebile, unito ai profumi dell’abete.