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EDITORIALE

Gioie e dolori dei segreti

20 novembre 2018

Se c’è una professione dove i segreti hanno poco o nulla a che vedere è il giornalismo. Semmai è proprio nell’essenza di questa professione andare a caccia di “cose più o meno segrete”, per renderle poi di dominio pubblico. Nel mestiere soprattutto del giornalista investigativo, l’unica cosa che resta segreta sono le fonti da cui si hanno avuto certe informazioni.
Questo dato di fatto, a mio parere, allevia in fondo la vita di chi pratica questa professione. Sì, perché mantenere un segreto rappresenta una sforzo non da poco. A volte può logorare o rovinare del tutto un’intera esistenza. Lo abbiamo già imparato da piccoli, quando ne scopriamo la grande forza e l’enorme peso. Un segreto può legare un gruppo di amici; un segreto nei confronti per esempio dei genitori, può unire in modo indissolubile già chi si trova in tenera età.
Anche nell’età adulta, come pure a livello di intere società o gruppi sociali, il segreto si presenta sempre come un Giano bifronte. La vita di una persona, chi più chi meno, è sempre piena di segreti: dalla vita famigliare a quella professionale, dalle attività con gli amici a quelle nel tempo libero. E ciò, diciamolo per inciso, vale ovviamente anche per i giornalisti… Questo misto di gioia e di piacere da un lato e di tristezza e sofferenza dall’altro è in fondo una delle caratteristiche che ci rende umani. Esiste una ricetta per convivere serenamente con i segreti? Non lo so. E se lo sapessi, probabilmente non lo direi…