Il bio in Svizzera: molti i pregi | Cooperazione
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EDITORIALE

Il bio in Svizzera: molti i pregi

4 settembre 2018

TESTO
04 settembre 2018

La “NZZ am Sonntag” di una decina di giorni fa portava un interessante contributo riguardo all’iniziativa per alimenti equi. Una proposta che vuole, tra l’altro, inasprire le regole per l’importazione anche di prodotti alimentari dall’estero. Dalle colonne della “NZZ” si criticava questo fatto, tacciandolo di arroganza. De facto, le nostre severe regole in materia di bio non possono essere applicate pari pari nei paesi del Terzo mondo, pena, in caso contrario, il collasso di già fragili sistemi produttivi agricoli. Insomma: ci stiamo comportando quasi come colonialisti arroganti che vanno ad imporre agli altri regole inapplicabili in loco.

Una tesi certamente interessante. Che però 
non deve distoglierci dalla realtà della nostra agricoltura svizzera, dove il bio rappresenta indubbiamente una delle migliori opzioni per il futuro. Se poi si applicano da noi le severe norme di Bio, 
è tutto di guadagnato.

Per citare uno slogan assai diffuso, “bio è bello”. 
E questo a più livelli. Nei principi bio si racchiudono molti valori positivi, dalla salvaguardia del territorio, all’attenzione per la salute di uomini o animali, al mantenimento della concorrenzialità della nostra agricoltura rispetto alla concorrenza internazionale. In questo settore si stanno facendo grossi progressi: e lo testimoniano anche 
i vari servizi riportati in questo numero di 
Cooperazione. Il valore aggiunto dell’agricoltura bio è un bene per tutta la Svizzera. Ora sta a noi promuoverla o salvaguardarla.