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EDITORIALE

Un'esperienza "mega"

06 novembre 2018

Si chiamano Ardijan, Debora, Stefano, Tamika, Gajan e Eduarda. Sei apprendisti italofoni di Coop che assieme a una ventina di colleghi d’oltralpe hanno contribuito a quest’edizione speciale di Cooperazione. Tirocinanti del 1° e del 2° anno che, per alcuni giorni, hanno dismesso la veste di commerciante al dettaglio, di polydesigner 3D, mugnaio o impiegato di commercio per indossare quella del giornalista. Un progetto “mega” che ha visto partire i giovani, smartphone in mano, con spontaneità e schiettezza: la grafica? più movimentata; l’intervistato? non abbastanza figo… Idee e “controidee”, tra sogni e realtà. Un programma “mega”, anche perché realizzato a livello svizzero, nelle tre lingue. Un raro momento di trilinguismo vissuto? Mezz’ora di intervista al Ceo di Coop, con domande poste da Stefano in italiano, da Florim in tedesco e da Cynthia in francese e riposte… in italiano, tedesco e francese da parte di Joos Sutter. Chapeau. Un impegno “mega” da parte della redazione a guidare i reporter in erba, sollecitandoli e dando forma ai loro testi. E non da ultimo, un’esperienza “mega”, perché unica e molto apprezzata, di incontrarsi tra coetanei provenienti dalle diverse regioni svizzere con, in comune, lo stesso datore di lavoro. Il risultato è tra le vostre mani: testimonianze e interessi che definiscono la cosiddetta “generazione Z”, composta da coloro che sono nati tra il 1995 e il 2010. Temi proposti da loro e scritti da loro: il mio primo salario; a tu per tu con Mattak; un weekend a Budapest con soli 300 franchi; i meccanismi dello streetwear; le minoranze, eccetera. Contenuti che dovrebbero attirare i giovani e incuriosire i meno giovani: fateci sapere cosa ne pensate.