Una speranza 
per le bocce | Cooperazione
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EDITORIALE

Una speranza 
per le bocce

28 agosto 2018

TESTO
28 agosto 2018

Ammetto che le mie conoscenze in fatto di bocce sono molto limitate. Per me questa disciplina fa ancora rima con Brenno Poletti, il pluricampione nostrano di qualche decennio fa che raccoglieva successi su tutti i campi del mondo. All’epoca, quando si parlava di campionati svizzeri, si trattava sostanzialmente di gare tra squadre e giocatori ticinesi e di gruppi di emigranti italiani oltralpe. I campionati del Mondo, poi, si limitavano a incontri contro i fortissimi italiani e qualche sparuto giocatore che veniva dall’Argentina o dal Cile (e anche in questo caso erano quasi sempre emigranti italiani d’Oltreoceano.

A livello di dilettanti, c’erano le piste di bocce nei grotti, dove ogni appassionato poteva cimentarsi, durante le ore libere, in gare all’ultima… boccia. Anche nelle pause di mezzogiorno non si esitava a giocare una partita veloce. Ecco, forse una delle ragioni della scomparsa di queste piste amatoriali sta nelle mutate abitudini alimentari: oggi la pausa pranzo si limitata a una mezz’ora, al massimo un’ora. Un panino veloce, e poi di corsa 
a tornare a lavorare. Non c’è più il tempo fisico per una partita a bocce.

Ciò che però porta qualche spiraglio di speranza per il futuro sono alcuni giovani talenti che tengono alto il nome di questa disciplina alle nostre contrade. Se riusciremo a riportare i giovani sui viali delle bocce forse assisteremo pure a una rinascita (magari in forme diverse rispetto al passato) delle piste per dilettanti puri. Ne guadagnerebbe anche la nostra qualità di vita.