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L'EDITORIALE

“Daniele e il ghiaccio”

25 marzo 2019

Me lo ricordo come fosse ieri, il libro “Daniele e il ghiaccio” ricevuto come regalo di Natale in tenera età. Ho ancora davanti agli occhi la storia di questo piccolo scoiattolo che si avventura sul ghiaccio, facendosi male. Una fiaba che allora mia madre mi regalò vista la mia fame di imparare a leggere e visto il nome del protagonista, che coincideva col mio.

Prima di scrivere questo breve testo, ho fatto una ricerca in Google, alla ricerca di informazioni su questo libro e sui suoi autori. Ho così scoperto che il testo è di tale Karen Gunthorp, di cui è praticamente impossibile trovare informazioni riguardo alla biografia; e questo, benché sia autrice di diversi libri per l’infanzia.

Le illustrazioni sono invece di Attilio Cassinelli. Di lui sono riuscito a scoprire che è nato nel 1923, mentre non so se sia già morto. Un autore molto presente sulla scena dei libri per l’infanzia tra gli anni ’60 e ’90 del secolo scorso. Ciò che però mi preme dire è come, in fondo, su questi personaggi ricchi di creatività non si sa nulla. Triste destino per chi si avventura sul terreno della letteratura per l’infanzia: a mio avviso uno dei campi più difficili (ai bambini non si possono raccontare fesserie, per intenderci) e dove si lascia veramente il segno per il resto della vita. Ecco, chi illustra libri per bambini ha una grande responsabilità: queste immagini rimangono poi impresse nella memoria più profonda degli individui. La storia di “Daniele e il ghiaccio” è proprio lì a dimostrarlo.