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Pronti, ingaggio... e via

02 settembre 2019

A giorni riparte la stagione dell’hockey su ghiaccio. Tutti a punti 0. Squadroni e squadre dai mezzi finanziari più limitati. Le emozioni in questo sport dai ritmi a volte infernali, con rapidi cambiamenti di fronte e con una grande fisicità, di certo non mancheranno. Il campionato svizzero è uno dei più gettonati al mondo: per dirla con un esempio preso dal Festival del film «siamo il più piccolo tra i grandi campionati, ma siamo di sicuro il più grande tra i piccoli campionati».

Per noi a Sud delle Alpi, l’hockey rappresenta indubbiamente una disciplina sportiva molto importante. Le nostre due squadre presenti nella massima divisione, da diversi anni fanno del Ticino una delle regioni svizzere con la massima densità hockeistica. Da decenni ormai il Ticino d’inverno si divide un po’ in due, con tifosi dell’Ambrì e del Lugano a scambiarsi lazzi e pernacchie (e, purtroppo, a volte anche peggio: ma su questi elementi bui stendiamo un velo pietoso).

Eppure, pur con la loro storica rivalità, questi due club hanno saputo costruire anche importanti premesse per il futuro (si veda l’intervista a pag. 22). In questo senso, l’hockey potrebbe quasi essere preso a modello per un Ticino costruttivo e lungimirante. Dove ognuno lotta per la propria bandiera, ma dove si uniscono le forze per creare strutture, palestre per le giovani leve. L’effetto moltiplicatore è garantito. Al punto che anche altre regioni della Svizzera si accorgono che a Sud delle Alpi non ci si limita a scornarsi. E vengono da noi per imparare qualcosa di nuovo.