X

Argomenti popolari

Editoriale

Ciò che conta è il gesto

20 maggio 2019

Probabilmente senza accorgercene, compiamo una moltitudine di buone azioni anche quotidiane: aiutiamo la vecchina ad attraversare la strada, diamo una mano al collega in difficoltà, freniamo con l’automobile per non arrotare un riccio sulla carreggiata, e così via. Il fatto di non accorgerci di queste “opere di bene” è indubbiamente un segnale positivo. Se così non fosse, se la nostra buona azione spiccasse sullo sfondo della nostra vita potremmo dire di vivere in un mondo oscuro, dove domina il male, dove queste azioni sono i soli sprazzi di luce.

Esistono evidentemente azioni benefiche di cui si parla più di altre, soprattutto perché di dimensioni “XXL”. Pensiamo ai vari concorsi dedicati agli eroi del quotidiano, oppure alle attività promosse dalle aziende. L’ultimo esempio macroscopico in tal senso è forse la raccolta di fondi per ricostruire la cattedrale parigina di Notre-Dame a Parigi: miliardi euro raccolti in poche ore, che hanno provocato reazioni assai controverse. In fondo, forse ha ragione chi dice che perlomeno questi soldi non vengono spesi malamente.

Anche Coop, insieme ad alcune associazioni, ha voluto lanciare una Giornata della buona azione. Un’azione di marketing? Anche, ma ciò che conta è l’impegno di tutti coloro che vorranno parteciparvi. Apertamente o anche in modo più discreto. Anche perché, per dirla con lo scrittore inglese dell’Ottocento Charles Lamb «il maggior piacere che conosco è fare una buona azione di nascosto e vederla scoprire per caso».