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EDITORIALE

Un cruciverba per un Paese

28 luglio 2019

A pagina 21 di questo numero di Cooperazione troverete una prima mondiale: un cruciverba costruito utilizzando le tre lingue ufficiali svizzere (italiano, tedesco, francese). Vuole essere un nostro piccolo contributo alla convivenza confederale in vista del 1° agosto. Mi son messo di buzzo buono e confesso che completare lo schema è tutt’altro che facile.

Sono certo che molti di voi riusciranno nell’impresa. Anche perché spesso si sente dire che i ticinesi parlano correntemente le tre lingue nazionali. Forse si tratta di un semplice cliché, anche se è vero che quando varchiamo il San Gottardo o andiamo oltre Sarine siamo noi a imparare le lingue locali e non viceversa. Destino di ogni minoranza, che se preso però nel modo giusto si dimostra essere un’occasione unica di arricchimento personale.

E sempre a proposito di stereotipi tra le varie parti della Svizzera, abbiamo voluto presentarvene alcuni, chiedendo ai nostri colleghi delle riviste sorelle Coopzeitung e Coopération di darci qualche risposta, spesso tra il serio e il faceto. Sì, perché è normale che un Paese composto da più culture come il nostro sia ricco di immagini precostituite: è forse la risposta semplificatoria a una realtà molto complessa, composita, un bisogno di mettere ordine nel disordine di questa “Willensnation”. Ciò non toglie che il cliché fornisce, comunque, un’immagine spesso distorta della realtà. E che va razionalmente combattuta per evitare gravi “derapate”.