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EDITORIALE

Un'elezione “storica”

21 ottobre 2019

Un’ondata verde e verde liberale ha raggiunto il Parlamento svizzero. Le mobilitazioni popolari sulle strade, i molti segnali d’allarme sullo stato di salute del pianeta Terra riportati dai mass media di tutto il mondo non hanno lasciato indifferente il cittadino elettore, che ha quindi premiato quelle forze politiche che hanno iscritto nel loro dna e nel loro nome la tutela dell’ambiente.

Accanto a questo vero e proprio terremoto politico, le elezioni di domenica hanno altresì detto che la crescita del numero di donne in Parlamento c’è probabilmente stata (anche se mancano ancora i dati definitivi per il Consiglio agli Stati). Nell’anno dei festeggiamenti per l’anniversario del diritto di voto alle donne ci si aspettava forse qualcosa di più: ma la via dell’equità di rappresentanza in Parlamento è segnata e sarà questione di qualche anno ancora e verrà raggiunta. Molto, molto deludente, invece, la partecipazione al voto: neanche la metà degli aventi diritto sono andati alle urne. Se è vero che il successo dei partiti ecologisti è nato dal voto di molti, nuovi giovani, ci si deve anche chiedere le ragioni che hanno portato molti “vecchi” elettori a non votare.

Il nuovo Parlamento (nuovo per equilibri politici, ma anche per volti dei rappresentanti) dovrà ora affrontare grandi temi (ma quelli ci sono sempre…) da prospettive in parte nuove. Indubbiamente un’opportunità, soprattutto perché i primi segnali venuti da gran parte dei partiti indicano volontà di dialogo e di ascolto degli argomenti altrui. Vedremo alla prova dei fatti.