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L'EDITORIALE

Guida invernale: fatti e misfatti

18 febbraio 2019

Ho partecipato a un corso di guida invernale (v. servizio a pag. 14). Età media: oltre i 50 anni. Tipo di vetture presenti: molte 4X4, alcune sportiveggianti. Attese dei partecipanti: divertirsi sulla neve e imparare qualcosa.
Negli ultimi anni gli inverni, anche e soprattutto da noi, sono diventati imprevedibili, con sbalzi improvvisi di temperature e precipitazioni. Guidare sulla neve non è cosa evidente. Le moderne automobili offrono una serie di congegni elettronici e tecnici che semplificano la guida. Ma che rischiano di farci cullare in false certezze. I dispositivi di controllo della trazione sono ottimi, ma a volte vengono annullati dall’accresciuta potenza dei motori. Le gomme invernali più performanti sono in parte penalizzate dalle accresciute larghezze dei pneumatici.
Non è quindi un caso che i corsi di guida invernale vengano sponsorizzati anche dalla Confederazione. La sicurezza stradale ne guadagna. In fondo questo tipo di corso dovrebbe far parte della formazione obbligatoria di ogni allievo automobilista. Purtroppo si preferisce spingere su altri corsi, magari più inutili. D’altronde la presenza del Legislatore nella guida invernale è carente anche su un altro punto importante: da anni mi chiedo perché la Svizzera non introduca l’obbligo delle gomme invernali. Obbligo che c’è, per contro, in molte regioni del Sud Italia…