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Editoriale

Il sogno di espatriare

13 maggio 2019

Svizzeri all’estero. Un’espressione che esiste da poco più di cent’anni, ossia dalla nascita della ”Organizzazione degli Svizzeri all’estero” nel 1916. Prima si parlava semplicemente di emigranti, come Mosé Bertoni e Francesco Porta, i Caflisch, Caviezel, e tanti altri. Di gente che abbandonava il nostro Paese in cerca di un lavoro e di un futuro migliore.

Oggi, si parla di espatriati, come l’omonimo appuntamento mattutino sulla Rete Uno, di expats oppure di “Quinta Svizzera”. Ma ieri come oggi, gli svizzeri all’estero hanno tutti la propria e singolare storia. Presentiamo alcuni di loro nel nostro servizio di approfondimento da pagina 14. Li abbiamo incontrati in Brasile, Cile e Uruguay, visitati in un recente viaggio dal consigliere federale Ignazio Cassis (vedi intervista a pag. 23). Fanno parte dei 760.200 nostri connazionali residenti nel mondo – più di due volte gli abitanti ticinesi – e rappresentano il dieci per cento della popolazione elvetica (con una leggera prevalenza di donne). Alle storie di emigranti, tra l’altro, il Forum della storia di Svitto dedica l’esposizione “La Svizzera altrove”, aperta fino a settembre.

Insomma, il sogno di espatriare, spesso immaginando maggiore libertà, è presente in molti di noi. Ma non tutti riescono ad abbandonare le vecchie abitudini per abbracciare nuovi usi e costumi. Perché cambiare vita può anche voler dire confrontarsi con circostanze più impegnative di quelle alle quali eravamo abituati. Oggi, però, rispetto ai nostri antenati emigrati, è più facile prendere un biglietto di ritorno.