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EDITORIALE

L'informazione ambientale

04 novembre 2019

Parlare d’ambiente? Certo, ma come? L’informazione su questo tema molto attuale è a dir poco delicata. Un articolo apparso sulla rivista “Schweizer journalist” cerca di fare un po’ d’ordine.

Fondamentale innanzitutto è abbandonare un’ottica “in bianco e nero”: la climatologia è fatta di toni grigi, di molte incertezze nelle previsioni sul futuro, molti rischi sono “possibili rischi” e non “rischi sicuri”. Il giornalismo vero deve raccogliere dati da entrambe le parti, non assumere una posizione cieca a favore o contro la tematica ambientale. E soprattutto non deve farsi influenzare da quanto accade a livello di cronaca “emozionale” (manifestazioni di piazza a favore dell’ambiente, campagne sui social contro le Greta di turno). Il rischio grosso è di allontanarsi dalla realtà oggettiva.

A frenare chi si occupa di informazione è spesso la complessità di una tematica: molto più facile seguire l’onda del momento, senza sviscerare il problema. E l’ambiente è un tema estremamente complesso. Ciò che però più preoccupa è l’intolleranza e la scarsa trasparenza che spesso pervade anche le redazioni. Una volta preso partito per una delle due fazioni, si rifiuta qualsiasi contributo o ragguagli che potrebbero confutare le tesi sposate. Forse una delle soluzioni a questo blocco potrebbe venire da una maggiore apertura verso indicazioni e proposte costruttive che vengono direttamente dal pubblico. Mostrare le mille sfaccettature della realtà potrebbe avere un effetto veramente costruttivo.