X

Argomenti popolari

EDITORIALE

Le lingue e la lingua

07 ottobre 2019

Parlando di recente con un ex giudice del Tribunale federale di Lucerna si discuteva sull’importanza fondamentale dell’apprendimento delle lingue. Dei suoi lontani anni degli studi universitari in materia di diritto, il giudice ricordava come un vecchio professore avesse invitato gli allora studenti a imparare il giapponese, prima ancora di specializzarsi nei vari rami del diritto. Una delle matricole seguì il consiglio e, conclusi gli studi, trovò subito un impiego in una ditta svizzera che aveva stretti rapporti col Paese nipponico.

Lo studio delle lingue (e delle culture) straniere è fondamentale, lo abbiamo ribadito più volte da queste righe. Ma almeno altrettanto importante è lo studio della propria lingua madre. Agli inizi della scuola popolare ticinese, si trattava di insegnare ai giovani ragazzi ticinesi una lingua in cui poter leggere e scrivere, in contrasto con l’oralità del dialetto.

Poi anche da noi, come in Italia, giunse la tivù, che diffuse la conoscenza dell’italiano a macchia d’olio. E che propose nuove sfide e opportunità per l’insegnamento scolastico dell’italiano. Oggi, nelle scuole ticinesi insegnare la lingua di Dante vuol dire immergersi in una realtà fatta di melting pot culturali, di social media, di civiltà fatta soprattutto di immagini. Leggere e scrivere, e arricchirci dell’enorme bagaglio culturale che si nasconde dietro la nostra lingua, è uno dei regali più belli che possiamo fare a noi e ai nostri figli. Un momento di bellezza in un oceano spesso burrascoso.