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EDITORIALE

Ottobre, mese di passaggio

15 ottobre 2019

Ottobre, mese di bilanci, soprattutto nel mondo agricolo. Si fa un bilancio dei raccolti, si conclude la vendemmia, si arano i campi, ci si prepara alla lunga stagione fredda dell’inverno. Una stagione gelida e sterile che, secondo la mitologia romana, era rappresentata dalla leggenda di Persefone, figlia di Zeus e Demetra, che controllava i ritmi della Terra. Per gelosia, il dio dei morti Ade la rapì e la portò negli Inferi e la madre, come segno di lutto e fin quando non riebbe sua figlia, rese
impossibile il germogliare delle sementi e delle piante e sterile tutta la terra. Grazie alla madre, Persefone alla fine ottenne di passare sei mesi all’anno sotto terra, inverno e autunno appunto, mentre gli altri sei mesi poteva tornare a casa, regalando la fioritura della terra.

Ottobre, tempo di vendemmia si diceva: è la raccolta dei frutti di una pianta che ha sempre rappresentato l’Albero della vita, capace di collegare i due mondi, dei vivi e dei morti e di attraversare le dimensioni, garantendo lo scorrimento delle energie vitali. Anticamente la vendemmia, con le operazioni di raccolta, spremitura e fermentazione del vino, erano un’analogia perfetta del ciclo vita-morte-trasmutazione.

E non è un caso che, proprio alla fine di ottobre, si accumulino i riti legati ai morti: dalla cristiana ricorrenza dei morti fino ad Halloween. La morte come momento di passaggio, che nasconde paure e speranze. Un po’ come i cicli della natura, che nel buio delle sere autunnali, si liberano delle  foglie secche e si addormentano con l’obiettivo del risveglio primaverile.