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EDITORIALE

Pensieri primaverili

01 aprile 2019

Se c’è una stagione dell’anno che gode di un’immagine quasi sempre positiva, questa è la primavera. E dimentichiamo la “maledetta primavera” cantata da Loretta Goggi: in quella canzone il problema risiedeva altrove…

Con la primavera ritorna la luce dopo i bui invernali, ritorna il tepore dopo i mesi freddi, la natura ricomincia a pompare linfa nei capillari delle piante e degli animali. La primavera è la stagione degli amori, delle feste di origine religiosa e pagana. Tutti fanno capolino dalle finestre e dalle porte delle case. Chi lavora all’aperto si ritrova a fischiettare mentre si avvia a faticare.

Il rischio di questa stagione sta forse proprio tutto qui, nel pericolo di “un’indigestione di ottimismo”, reso ancora più palese dalle pressioni pubblicitarie che ci offrono l’immagine di un mondo tutto pulito, dove esiste solo la gioia, la bellezza. Tutti valori indubbiamente positivi, ma che spinti all’eccesso possono cadere nel kitsch e provocare anche reazioni di rigetto e rifiuto. In altre parole: il sole, l’energia della primavera vanno goduti con moderazione (già mia nonna diceva di stare attenti a non esporsi al sole nei mesi con la “r” nel proprio nome, quando si rischiano raffreddori e acciacchi). E poi, in fondo, quest’anno già l’inverno era stato generoso di belle giornate soleggiate; a Natale sembrava di essere in aprile…

Sia come sia, godiamoci con misura il momento bello (già gli antichi ci parlavano di “carpe diem”) e prepariamoci ai solleoni estivi.