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EDITORIALE

Un'arte alla portata di tutti

08 aprile 2019

Alla fine degli anni ’70, Harald Nägeli, lo “sprayer di Zurigo” diventò famoso in tutto il mondo per i suoi dipinti sulle pareti degli immobili della città sulla Limmat. Lo scopo dell’artista, oggi ottantenne, era di protestare contro l’urbanizzazione delle città. Si trattava di lottare contro l’uniformizzazione di Zurigo, contro la mania di pulizia tutta protestante spinta all’estremo.

Dopo la “fase pirata”, a Nägeli fu offerta una cattedra universitaria e la Street art divenne un fenomeno culturale che ci accompagna ancora oggi. Ci sono sempre, è vero, graffittari o semplici “imbratta muri” che godono a lavorare nell’illegalità. I murales però sono diventati per molte città veri e propri percorsi artistici. Non solo: anche piccole località (si veda la storia di copertina sulla street art) si avvalgono dei servizi di questi “artisti di strada” per decorare e rendere quindi più godibili angoli di per sé non particolarmente attraenti, come gli spazi destinati alla raccolta dei rifiuti, al riciclaggio. In fondo il messaggio della Street art è proprio questo: dare un tocco di bellezza all’esistenza quotidiana, e per di più alla portata di tutti

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