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EDITORIALE

Le vacche in difficoltà

12 agosto 2019

A Jersey, una delle isole britanniche della Manica, le mucche hanno lo status di “simbolo insulare”. Basta trascorrere un paio di giorni sull’isola per capire il ruolo delle “Jersey cow”: la miglior carne dell’isola, il latte sempre fresco, addirittura le caramelle mou prodotte con la panna delle mucche indigene. Ovvio quindi che anche nei negozi di souvenir la mucca di Jersey abbia un ruolo di primissimo piano.

Un po’ come da noi in Svizzera, dove le cartoline con le vacche al pascolo, le figure vaccine in legno, campanelle e campanacci grandi e piccoli sono in vendita un po’ ovunque.

Eppure la mucca in Svizzera sta attraversando periodi difficili. La produzione di latte è in parte eccessiva, ciò che porta a continue discussioni sui prezzi di questa materia prima. Non solo: anche le dimensioni delle vacche nostrane sono andate via via aumentando nel corso dei decenni e oggi c’è chi chiede di ritornare a razze più piccole per offrire loro più spazio nelle stalle. E poi ci si mette pure l’aspetto ecologico, anche se è innegabile che le mucche al pascolo abbiano una funzione importantissima per la salvaguardia delle nostre montagne e degli alpi. Anche qui c’è chi critica le emissioni di metano, risultato delle flatulenze e gli influssi negativi del colaticcio sulle nostre riserve idriche. Infine non dimentichiamo le lunghe discussioni sulle corna, tagliate per impedire che le mucche si feriscano nelle stalle. Insomma, questo animale dall’aspetto tanto placido (cui comunque bisogna portare il dovuto rispetto) sta attraversando momenti difficili.