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LA STANZA DI CLAUDIA

Chi gioca vive più intensamente

26 novembre 2018

Questa settimana sono stata invitata a parlare con due classi di quinta elementare sul lavoro di una parlamentare, e l'entusiasmo e la spontaneità delle domande dei bambini mi hanno dato un bel senso di speranza e di fiducia nel futuro. I bambini pongono domande dirette e semplici che ci obbligano a risposte sincere e immediate: "le piace   quello che fa?"...sì, se non mi piacesse, non lo farei. E poi: l'hanno mai insultata o fatta sentire una nullità? (mai, per fortuna!). Ha mai visto qualcuno picchiarsi in Gran Consiglio (no, la politica è l'arte di fare la guerra in modo diplomatico, fortuna che c'è). E una quantità sorprendente di domande per due intere ore, con le mani sempre alzate e le menti attente. C'è speranza nel futuro, ragazzi! 
Bel senso di speranza mi ha dato anche la lettura dell'ultimo libro di Alessandro Baricco, "The Game", una riflessione su internet, i media elettronici e tutto ciò che vi gira intorno, la postura uomo-tastiera-computer che ha sostituito il modello uomo-cavallo-spada...Leggetelo, questo saggio: pone interessanti domande e offre risposte aperte e intelligenti.
Mi viene in mente oggi una bella poesia di Pablo Neruda, "Lentamente muore", che merita di essere letta a bassa voce, e meditata, poichè come mi accede spesso di dire, soltanto la poesia riesce a mettere in circolo dei pensieri aperti e benevoli, e solo la poesia riesce ad esprimere concetti che la prosa fatica ad afferrare:

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni 
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di 
respirare. 
Soltanto l'ardente pazienza porterà porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.