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LA STANZA DI CLAUDIA

Con passo leggero sulla terra

23 luglio 2018

23 luglio 2018

Ci sono momenti più difficili di altri: le quattro del mattino quando ci si sveglia all’improvviso e non si riesce a riprendere sonno (se invece si decide di svegliarsi per meditare, ecco che si scopre essere un’ora magnifica). 

O le cinque del pomeriggio d’inverno (in estate, per contro, rappresentano uno dei momenti migliori della giornata). Oppure quando si avverte la netta percezione di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. A volte ciò si traduce con un’abdicazione prima del tempo, una rinuncia a qualcosa che con un poco di pazienza in più potrebbe rivelarsi una bella esperienza. A dire il vero, raramente succede: se arriva l’impressione del momento sbagliato nel posto sbagliato, quasi sempre è buona cosa andarsene, prender su le proprie quattro ossa e levare le tende. Andar via con passo leggero sulla terra, senza l’ostinazione di voler cambiare le situazioni o la presunzione di essere indispensabili: nessuno lo è, mai. Neppure una sposa il giorno delle sue nozze: se sente di doversene andare, tutti se ne faranno una ragione e finiranno per divertirsi ugualmente, magari non il giorno stesso, ma potrebbe risultare anche di sì! Pensate che divertente: una festa di nozze senza gli sposi! A proposito: un sogno che ho è quello di imbucarmi ad una festa di nozze tra sconosciuti. Vestirmi elegante, sorridere, e fare un brindisi agli sposi! Non lo farò mai, credo, un po’ per educazione e un po’ perché finirei per immergermi empaticamente nella festa, affezionandomi agli sposi e alle loro famiglie, e alla fine verrebbe fuori l’inganno, e addio alle nuove amicizie! Quello che va considerato, io credo, è che le emozioni sono sempre ballerine, passeggere e tendenzialmente truffaldine: giusto ascoltarle, come dei segnali indicatori della strada: ci dicono se il sentiero che stiamo percorrendo è ancora giusto per noi oppure va cambiato. Ma attenzione a dar loro un'importanza eccessiva, ad immedesimarci nelle emozioni come se fossero la realtà. Spesso sono distruttive, e guai ad immedesimarci pienamente con la rabbia o con la tristezza. Ma anche con le fugaci passioni che di momento in momento vengono a visitarci. Dovremmo pensare: "sto provando rabbia, ma non sono la mia rabbia, non sono soltanto la mia rabbia, so provare anche altro, tutto passa e transita in me e fuori di me". Il problema è che al giorno d'oggi attorno alle emozioni si costruiscono molti castelli , molti caroselli legati prevalentemente al mondo del consumo, molti stimoli...canzoni, social e mass media puntano tutto sulle emozioni, e soprattutto i più giovani rischiano di credere che le emozioni siano realtà, invece di riconoscerle e distinguerle nella loro fugacità di indicatori della strada dello spirito. Questo vale anche per noi adulti: io ad esempio riesco ad essere razionale fino a quando non ascolto della musica. Del resto, non di sola razionalità vive l'essere umano!