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LA STANZA DI CLAUDIA

I giovedì dei libri

11 dicembre 2018

C'è questa cosa bella, che consiste nell'incontrarsi tra persone. In qualsiasi occasione, anche la più triste (un ospedale, un funerale) o la più noiosa (una riunione obbligata), alla fine della fiera il trovarsi tra simili alleggerisce l'anima, e nutre lo spirito. Confrontarsi, guardarsi negli occhi, annusarsi un po' e scambiare le proprie idee è quasi sempre un'esperienza in cui il lato di piacevolezza supera quello di insofferenza, irritazione o fastidio. Anche se stare soli è bellissimo, e se sto gustando in questi giorni magnifiche passeggiate à deux con il cagnaccio Runa, e anche liberatorie pattinate sul ghiaccio che vanno contro i miei principi ecologici ma fanno del bene alla mia parte bambina che gode del movimento sinuoso ed armonico che solo i pattini permettono, cullata dalla musica di radio swiss pop quando la pista è deserta e tutti sono a scuola o al lavoro: inebriante libertà e bellezza dell'avere orari irregolari e gestibili da sè medesimi, così poi io lavoro quando gli altri affollano la pista! Bello stare soli, in sontuosa solitudine. Ma, a volte, magnifico incontrare le persone! In questo periodo apprezzo in modo particolare i giovedì in cui alle sette di sera tengo un club del libro, le "pagine vagabonde" al centro culturale La Filanda: due ore selvagge e preziose, di scambi letterari e di chiacchierate che partono da un libro e finiscono spesso a parlare di rastrelli, di uomini, di figli e di altri ingombri dell'anima. Una partecipante mi ha mandato dopo una discussione una bellissima poesia, che voglio condividere con voi poiché la sento autentica e preziosa:

Qualche parola sull'anima 
(Wislawa Szymborska)

L’anima la si ha ogni tanto.
Nessuno la ha di continuo
e per sempre.

Giorno dopo giorno,
anno dopo anno
possono passare senza di lei.

A volte
nidifica un po' più a lungo
sole in estasi e paure dell’infanzia.
A volte solo nello stupore
dell’essere vecchi.

Di rado ci da una mano
in occupazioni faticose,
come spostare mobili,
portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette.

Quando si compilano moduli
e si trita la carne
di regola ha il suo giorno libero.

Su mille nostre conversazioni
partecipa a una,
e anche questo non necessariamente,
poiché preferisce il silenzio.

Quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno alla chetichella.

È schifiltosa:
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari la disgustano.

Gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi.
E’ presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.

Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto.

Tra gli oggetti materiali
le piacciono gli orologi a pendolo
e gli specchi, che lavorano con zelo
anche quando nessuno guarda.

Non dice da dove viene
e quando sparirà di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.

Si direbbe che
così come lei a noi,
anche noi
siamo necessari a lei per qualcosa.