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LA STANZA DI CLAUDIA

Il senso del Natale

21 dicembre 2018

Ci siamo: non ci si dice più arrivederci, bensì “Buon Natale!”, ed è tutto uno scintillio, un’attesa, un formicolio di speranze e gesti ritualizzati. C’è chi si intristisce pensando a chi non c’è e alle cose che non vanno come dovrebbero, e anche questo è un modo per affrontare il Natale: a mio parere, un buon intristimento non fa mai male! Però, dai amici, cerchiamo una soluzione, e la soluzione è condividere con chi c’è qui ed ora, stringendoci vicini e aiutandoci a trovare speranza e calore. Là fuori c’è un mondo freddo e duro, ragazzi, e se non ci aiutiamo tra simili difficilmente ne usciremo indenni. A Natale, anche gli animali sembrano vivere un tempo speciale, quasi una felicità dell’esserci. Personalmente, non sono refrattaria a cappottini a tema per i cani (piuttosto kitsch e financo poco rispettosi nei loro confronti, sono d’accordo, ma i cani sono creature generose e non si scompongono, anzi provano piacere nel procurarci gioie infantili!), e a doni in natura per uccelli, animali del bosco e pecore. Poi, gesti rituali: le candele accese, naturalmente, e la musica natalizia e i canti, e le visite alle chiese per ammirare i presepi e meditare sul senso del Bambin Gesù. E tener da parte qualcosa di nuovo da indossare il giorno di Natale, e le lacrime in tasca per la commozione. Guardare il cielo, non dimenticarsene: un po’ di cielo sopra la testa e di solitudine, almeno un po’ come ancora di salvezza per non farsi travolgere dalle emozioni. Promettersi che non si manderanno auguri via WhatsApp perché la tecnologia non è natalizia, e alla fine fregarsene e mandare auguri sinceri e ridondanti, con la felicità per l’esistenza della tecnologia. Ah…Natale, la Festa più tradizionale e quella da declinare nella maniera più personale che ci sia!