X

Argomenti popolari

LA STANZA DI CLAUDIA

La Filanda e i filanderi

24 settembre 2018

24 settembre 2018

Ci sono persone che salgono su un aereo e vanno in Tibet o in altre località esotiche per trovare pace e tranquillità, silenzio e concentrazione, anche una differente concezione spirituale. Li capisco: è utile uscire dalla quotidianità e da luoghi e schemi conosciuti per vedere la vita da una differente prospettiva. Per me San Bernardino può bastare: nella pace della montagna mi riappacifico con me stessa e con il mondo, e se vi trascorro un tempo sufficiente, opero una sorta di completo reset. E’come se il luogo stesso si occupasse di me, curandomi senza che io debba fare granchè. L’aria buona da respirare, il silenzio, gli alberi guardiani che si muovono al vento, il verde intenso delle erbe in estate e il bianco accecante della neve in inverno…e le molte ore di letture, le lunghe dormite a orari strani, con la visita di sogni che mettono a posto il subbuglio cittadino accumulatosi nella psiche. Tutti gli stimoli ricevuti nelle settimane e nei mesi precedenti che si manifestano, trovando un ordine e un senso: è questo il senso della villeggiatura, un termine che amo e che evoca in me epoche e mondi lontani eppure vicini. Ma oramai la villeggiatura è un lontano ricordo, tutte le attività cittadine sono ricominciate, e anche con un certo gusto ed una rinnovata energia. Quest'anno c'è una bella novità a Mendrisio: l'apertura del centro culturale Filanda, una biblioteca di nuova concezione con molte attività e proposte, un centro vitale per l'intera regione. Io mi sono offerta come volontaria (o  meglio "filandera") perchè credo molto in questo progetto, ed il giovedì sera provo a tenere un club del libro. Prima dell'inaugurazione, circa seicento persone hanno formato una catena umana dalla sede della vecchia biblioteca (il liceo) a quella attuale, ed abbiamo trasportato una cinquantina di simbolici volumi, un'esperienza unica e memorabile che resterà come una benedizione di buon auspicio per questa nuova biblioteca. Quella notte, ho scritto questa poesia:

S-catena di libri

Invece d'amore,
scriverò di fratellanza
Libri passati di mano in mano
un battito dopo l'altro
di una comunità che si cerca
invano.
Mentre ridiamo
commentando i titoli
un autobus si ferma
intossicandoci di gas di scarico
ricordandomi
che questa è pur sempre
la città più brutta del mondo
che non è tempo d'amore
ma di fottuta fratellanza.