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Cambiare o non cambiare?

TESTO
08 gennaio 2018

Quanti auguri ci siamo scambiati in questo periodo appena trascorso di festività?!

Auguri di salute, buona lena, buon lavoro, amore, successo, fortuna e creatività e chi più ne ha più ne metta. Buone ricette e altrettanti manicaretti...ecco, sui manicaretti sorvoliamo: più se ne mangiano, e più velocemente vola via come un'allegra streghetta sulla sua scopa l'attenzione al conto calorico. E' un meccanismo psicologico ben conosciuto, lo stesso che spinge a comportarsi in maniera virtuosa in luoghi ben puliti, e a gettare più facilmente cartacce e mozziconi di sigaretta in parchi o strade trascurate: più si mangia, più si mangerebbe...mentre se si digiuna, diminuisce la brama di cibo. Fateci caso: alla terza tartina al salmone, alla seconda fetta di tronchetto natalizio, alla prima incursione in zona patatine, sul vassoio dei biscotti o nella scatola dei cioccolatini...siamo praticamente perduti. Che poi, tutti questi regali dolciari, di gourmet a chilometro zero e alcolici: vi ringrazio amici, se foste amici sinceri mi regalereste piuttosto una gamba di sedano o un cespo di lattuga...ai cioccolatini provvedo già egregiamente da sola, difatti cerco di svicolare dalle torri di offerte dei rimasugli natalizi nei supermercati Coop per non cadere in tentazione, e reiterare il danno fino a Pasqua abboffandomi di babbi Natale cioccolatosi fuori tempo massimo. Sono dibattuta: da un lato, mi viene da mandare i propositi di leggerezza a quel paese, e di mangiare allegramente e con gusto, soprattutto dopo qualche bella passeggiata tra la neve, rimettendo in pari la conta delle calorie perse, più qualche aggiunta perché etologicamente nei mesi freddi non si a mai, capitasse una carestia, una valanga che ci isoli dal mondo, un evento climatico estremo...E poi: l'altro giorno ero a tavola con amici. Ad un certo punto, una di noi si è sentita male ed è svenuta. Dopo averla soccorsa, ho terminato alla chetichella il mio bicchiere di buon vino per superare lo spavento e confortarmi intanto che c'è vita. D'altro canto, però, vorrei somigliare alla mia Anima interiore, una Diana cacciatrice esile come un'elfa e svettante tra i boschi, scattante e agile, dunque con almeno dieci chili meno della mia corazza esteriore. Ma poi penso che l'importante è avere l'energia, e la salute, e il piacere per la vita. Però da oggi prometto a me stessa un po' di moderazione, perché quando si corre leggeri nella vita ci si sente meglio, e perché le nostre immagini interiori ci parlano di noi ed esigono di essere portate alla luce.


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