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La stanza di Claudia

Le brume di San Martino

13 novembre 2018

In questi giorni novembrino mi torna alla mente una poesia famosa di Carducci, adattissima a questi giorni:
San Martino

La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir dè tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira sù ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

Esistono stati d'animo e moti dello spirito che soltanto la poesia è in grado di riferire, e ai quali lei sola sa parlare. La vita a volte sa essere molto prosaica, molto grigia e alquanto crudele: niente è come dovrebbe essere nei nostri sogni, e niente parla ai nostri desideri. Va bene così, amici: non è sempre giorno di festa, e l'anima ha un assoluto bisogno di riposo, di tempi lunghi, di luoghi d'ombra in cui non essere disturbata dal clamore del mondo. So bene come, soprattutto dopo periodi molto intensi, di grandi emozioni, un po' di tranquillità possa apparire destabilizzante, finanche perturbante. Ma vi assicuro che l'importante è non perdere la fiducia e la speranza, e sapere che dopo l'inverno (metereologico, e anche dei sensi interiori) tornano ad allungarsi i giorni, e che se anche non è ancora tempo di primavera, la primavera tornerà. Intanto, godiamoci la tranquillità di queste brume che ci danno occasione di esplorare profondità della psiche e lunghe ore con poca luce. L'oscurità acutizza i sensi, e il freddo spinge al raccoglimento in angoli caldi e appartati. E' la stagione delle coperte, dei camini accesi, dei libri, dei segreti e delle cioccolate calde. E, come sempre, parlare di meteo con chi incontriamo permette di rompere il ghiaccio e di parlare apparentemente di nulla esplorando possibilità di contatti umani caldi e confortanti. Sono belle le persone, d'inverno me ne accorgo più che d'estate: nella stagione calda bastano i prati e i boschi, mentre d'inverno abbiamo ancora più bisogno di stringerci gli uni agli altri, di aiutarci, di darci conforto e accoglienza. Magari anche di dividere il nostro mantello in due, o di donarlo a chi ha più bisogno di noi, come San Martino. Non abbiamo paura di spogliarci per aiutare chi ha meno di noi: ci sentiremo invadere dal calore della solidarietà e dell'umanità, ed è ciò di cui più abbiamo bisogno in questi tempi a volte freddi e aridi di sentimenti.