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LA STANZA DI CLAUDIA

Trieste e il Primo agosto

30 luglio 2018 

30 luglio 2018

Sono stata a visitare una città molto bella e piena di storia, dal respiro mitteleuropeo e lo sguardo già fuori d'Italia: Trieste. Magnifici palazzi e castelli.

E il mare, sempre lui, con il suo respiro che allarga il pensiero. E poi sono tornata, sentendomi un po' stretta tra queste case disabitate, tra queste strade affollate, in questo paese che amo e che odio in parti uguali e a volte indistinguibili, che si mescolano come l'acqua e l'olio, senza mai far pace, squassandomi l'anima senza soluzioni possibili. A Trieste eravamo in quattro, con due cari amici, in una dimensione ritrovata da ragazzi in gita, zaino in spalla e carte da giocare in treno, libri dimenticati e scoperte mozzafiato. Caldo e risate, cane Runa grande viaggiatrice tra treni, battelli e bus; con sempre una carezza, un incontro, un sorriso. Ho incrociato un ragazzo perso nei suoi calcoli da fisico quantistico seduto sul bus e sceso ad un centro studi, un tenero Kylo Ren non ancora cresciuto, e mi sono ritrovata a pensare a quante storie esistono al mondo, e a quanta intelligenza scorra nel genere umano, e a come possiamo rilassarci, e stare tranquilli, perchè tutto alla fine andrà bene. In pace e serena nonostante l'estraneità, l'essere lontana da casa, le notizie brutte quelle orribili dal mondo. E poi, eccoci qui, ad aspettare il Primo agosto, fiera di essere svizzera, felice di essere viva, grata al mio Paese per la tranquillità, ed in fondo poco preoccupata per ciò che non va, piuttosto fiduciosa per tutto quello che andrà a posto. Spero in un Paese che sappia cambiare senza stravolgersi, in un Paese che sappia mostrare solidarietà, accoglienza ed apertura mentale. Spero in un Paese che prosegua nell'onestà, nel rigore e nella serietà: termini che suonano antichi, ma senza i quali tutto cade. Mi chiedo cosa possa fare io per il mio Paese, e mi dico che ciò che faccio giornalmente nel mio studio e nelle piccole scelte di vita vada in fondo bene, e possa al momento bastare. Ogni azione che compiamo è, in qualche modo, anche politica: possiamo ignorarlo oppure esserne consapevoli, ma ogni volta che facciamo la spesa, ogni volta che decidiamo dove andare, cosa fare, cosa non fare...ogni gesto ed anche ogni azione mancata è politica. Anche starsene zitti, ritirarsi su una montagna molto in alto, e pregare perchè la Svizzera compia le scelte giuste: questo è il progetto di una persona saggia per il Primo agosto, e credo che seguirò il suo consiglio, lontano dai discorsi ufficiali di politici che mi annoiano, lontana dalla folla che mi stanca, lontana da fuochi d'artificio che spaventano il cane Runa. Mia Patria, sono qui, cerco di far bene, e tu prosegui a proteggerci e ad essere un faro per il resto del mondo.