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LA STANZA DI CLAUDIA

Abbiamo bisogno di dire "noi"

11 ottobre 2019
L'essere umano ha necessità di riconoscersi in un gruppo, in una formazione, in un insieme di persone che ci facciano uscire dall'"io" per entrare nella dimensione del "noi". Fateci caso: ci si sente più forti, persino più allegri, quando si pronuncia questo pronome. Fa subito progetto, futuro, idee per affrontare la complessità del vasto mondo. Il noi si riferisce alla famiglia: che bello quando si fanno cose insieme, che si sia in due o in dieci! Fa pensare al gruppo di amici, ai gruppi di volontariato, al gruppo classe scolastica, all'insieme dei docenti o dei professionisti di un dato campo. Fa pensare alle squadre sportive, ai partiti politici, ai movimenti di coscienza civile, alle varie alleanze che si stabiliscono nel corso delle vite: noi migranti, noi religiosi, noi vegani, noi mamme, noi donne, noi ricchi, noi poveri. A me capita di stringere alleanze con persone, ma anche piante e animali, seppur in forma diversa, che mi porta sempre a dire "io e la mia amica betulla", "io e il mio cane", "io e il cerbiatto", e non ancora "noi". Ma mi confondo in tanti noi, in genere piccoli gruppi, ma anche grandi numeri che marciano, che rivendicano, che si muovono. Ad esempio, secondo me in questo movimento per il clima vi è, alla base, una forte identificazione con il bisogno di stringere legami, di andare oltre l'individualità e il bieco egoismo. Non voglio sottostimare l'emergenza climatica, badate: quella esiste, e la comunità scientifica da tempo ci ammonisce sulla sua gravità, sul fatto che se non prendiamo misure drastiche nei prossimi anni, come umanità possiamo dire addio ai suonatori. Ho fiducia che l'umanità abbia sempre saputo unirsi per far fronte a grandi minacce, ed anche a grandi catastrofi, e penso che già il fatto di unirsi, di sentirsi un "noi", sia di per sé una forza. Poi, all'interno dei grandi "noi" ci sono piccoli "noi", ma l'importante è anche quello di uscire da tutta quella melassa di egotismi, di crescite unicamente personali e di piccoli mondi nei quali ci confina il mainstream della cultura dominante, che alcuni chiamano capitalismo, alcuni più spirituali kali yuga, altri con nomi meno altisonanti....Quella mentalità con la quale siamo stati tutti un po' cresciuti, secondo la quale ciò che conta è l'affermazione personale, la "carriera", la dimostrazione del proprio benessere e della propria forza, anche a discapito di risorse e di vite altrui. Una mentalità che ci ha portati sull'orlo del baratro sociale ed ambientale, e che stiamo, io spero, superando. Forza ragazzi per il clima, forza persone di ogni età di buona volontà: c'è tanto da fare!