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LA STANZA DI CLAUDIA

Amici uomini

21 ottobre 2019

Un signore mi ha avvicinata sul treno per farmi i complimenti per i miei scritti. Piccoli riconoscimenti di stima che rendono zuccherine serate che virano al tramonto di giorni non sempre facili (anche se dirlo qui, nella pacifica Svizzera, mentre nel vasto mondo accade di tutto, suona un po’ come un’eresia)…Insieme a me c’era un mio amico, splendido e scanzonato quarantenne, e questo signore ha esclamato “E lui….è suo figlio?”. Se fossi stata di umore meno allegro, credo che l’opzione Anna Karenina, trovandomi già in stazione, mi avrebbe sfiorato la mente: un balzo e giù, a farmi investire dal prossimo treno, e addio a tutte le mie arie da elfo senza età e a tutte le incertezze future. In realtà, mi ha messo molta allegria questa cosa di avere diversi figli maschi, oltre alle mie figlie biologiche e quelle spirituali e al mio essere molto femminea. A parte che no, Andrea non potrebbe essere mio figlio, perché a dodici anni non avrei potuto diventare madre, ma un po’ figliolo mio questo grande ragazzo/uomo lo è davvero, come altri giovani amici…anzi, come amici di tutte le età che si alternano i ruoli di figli, fratelli e padri. L’universo maschile mi è sempre stato, realizzo in questi giorni, di grande arricchimento e consolazione. Se dalle mie sorelle è sempre arrivata la possibilità di condivisioni profonde, dai miei amici uomini ho avuto in regalo stimoli intellettuali e spirituali preziosi. Gli uomini sono rilassanti, perché non notano certe finezze, e ne osservano in contropartita altre. Hanno codici piuttosto comprensibili, e con loro si ride volentieri. A volte sono molto belli, e questo complica un po’ le cose, distrae, ed è bene passare oltre, andare al nocciolo dell’interiorità. Se ci si incanta a guardarli, si è perdute! Con le donne è più facile: per quanto belle, non sono mai abbaglianti, non distraggono più di tanto. So che questo mio ragionare può apparire strano, quasi un sessismo al contrario…e forse lo è: mi sento molto maschile nel mio essere donna, più Diana che Venere, più Atena che Afrodite. L’universo degli uomini è una grande consolazione, lo sguardo maschile riconcilia con la vita e con un certo tipo di razionalità. Quando mi perdo in meandri di profondità femminea, mi è sufficiente avere uno scambio con un amico uomo per riequilibrarmi, e sentirmi più pacata, meno drammatica. Anche se proprio loro mi hanno sempre chiesto la drammaticità e il pathos, salvo poi rimproverarmela…”oddio, come sei pesante!”: finiscono in genere così i nostri scambi, marito amatissimo in primis! Degli uomini apprezzo tanto anche la capacità di fare squadra e di stringere alleanze con persone di ogni genere. Poi, ci sono i lati oscuri, legati all’aggressività, ma di ciò parleremo un’altra volta, o forse mai (meglio mai, non è un argomento che mi appassioni). Non credo ci sia un genere legato a qualità positive o negative: esistono donne eccezionali, e uomini notevoli. Esistono omuncoli, e donnette. Nel mezzo, tutte e tutti noi, con pregi e difetti in quantità variabili: a volte eroi ed eroine, e altri giorni gente che si arrabatta come meglio riesce, ognuno con la sua dose di croci e di esultanze.