La bellezza urticante | Cooperazione
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LA STANZA DI CLAUDIA

La bellezza urticante

30 settembre 2019

Ve lo confesso: in questo periodo mi irritano un po’ le donne molto curate, quelle con il vitino sottile e tutto giusto al posto giusto, quelle che occupano poco spazio nel mondo, in modo elegante e raffinato, mai un dettaglio fuori posto, o un eccesso sgraziato. Quelle che un tempo si chiamavano “le signore”, insomma, anche se adesso non indossano più tailleur, a meno di essere candidate per qualche partito di destra, ma ostentano abitini graziosamente giovanili, di quelli che costano un pacco di soldi e probabilmente sono fabbricati a regola d’arte sartoriale senza rispettare nessuna regola sindacale ed ambientale. Mi irritano forse perché io, al contrario, occupo parecchio più spazio di quello che mi piaccia pensare nella mia immaginazione, dove mi muovo leggera come un elfo dei boschi, un arco in spalla e tante frecce nella faretra. Forse si tratta di invidia pura e semplice, e rimuginando su questo pensiero cerco di moderare le occhiatacce e le rispostacce che mi vengono spontanee quando ho a che fare con le signorine, e mi impongo di esercitare le virtù di pazienza, temperanza e assenza di giudizio. Ricordo che sono sorelle, o sorellastre almeno. Ma credo ci sia dell’altro, perché in fin dei conti non è che le invidi davvero: se penso alla fatica, al tempo e alle risorse che devono impiegare per apparire così perfettine, mi viene da compatirle mentre mi rotolo sui prati all’aria aperta, o corro con le mie scarpe scalcagnate ma molto comode. Esteticamente, non trovo neppure bello il modello imperante di donna, con i capelli e le unghie finte e tutto il resto dei luoghi comuni estetici. In realtà, credo che mi irritino perché mi dà fastidio il ruolo nel quale la società tenta di ingabbiare l’esplosiva esuberanza delle donne. Come le riviste di moda che per troppi anni ho sfogliato tentino (con successo, da molto tempo) di imporre uno stile che inevitabilmente tarpa le ali alle donne: tacchi alti, deliziosi ma con cui è impossibile andar per prati e correre libere. Trucco, che maschera difetti ma anche la naturale espressività. Magrezza, che ha veramente rotto le scatole a tutte, siccome in ogni caso non sarebbe mai sufficiente per stare davvero bene con certi vestiti pensati da stilisti sadici, veri uomini che odiano le donne. Anche le magre hanno fianchi e pancetta, superati i quindici anni: siamo femmine, custodiamo il mistero della vita, e dovremmo vergognarci e sentirci in colpa per le nostre naturali rotondità?! E poi, la chirurgia estetica e il botox che deturpano alcune mie coetanee, un orrore che dovrebbe essere ascritto nelle violazioni ai diritti dell’essere umano. E l’obbligo di non alzare la voce, di essere discrete e carine, di non fare gesti volgari ed eclatanti, di essere sempre un po’ meno esplosive di come ci verrebbe spontaneo in ogni manifestazione, sia essa di gioia, di dolore, di rabbia o di esultanza. Una vita a imporci di contenerci, di sorridere, di non dar fastidio e di essere aggraziate e sostanzialmente ininfluenti. E noi ci si contiene, perché ci hanno educate ad essere signore. Ma vaff…e tutto questo trattenerci ed essere carine per che cosa? Per non essere prese sul serio, per venir sempre considerate comunque un po’ meno di qualsiasi uomo che si presenti alla porta? Va bene, direte che sto esagerando con i discorsi femministi (a proposito di esagerazioni!)….ma sono femminista e non me ne vergogno. Sono esagerata nel riso come nel pianto, e per troppi anni mi sono comportata da brava ragazza, perché da brava ragazza sono stata cresciuta, e non voglio che le mie figlie, sorelle e giovani amiche si comportino troppo da brave ragazze: perché è inutile, intristisce e ingrigisce anzitempo. Per quello mi irritano le signore e le signorine: perché voglio il loro bene, voglio che si alzino la mattina mezz’ora più tardi per evitare la noia del trucco e parrucco, perché buttino via le scarpe e i vestiti noiosi e costringenti, perché mangino e bevano a sazietà con golosità e con gioia, perché gustino la vita, e a volte si sentano libere di dire cose scomode, di comportarsi maluccio, di mandare tutti a quel paese e di fare quel che va bene a loro. E se quel che va loro bene è comportarsi da signore o da signorine, e di fare le perfettine e  magari anche di farsi quattro ore di palestra al giorno o un’iniezione di botulino…ebbene, me ne farò una ragione, e vedrò di non sentirmi troppo urticata, o almeno di tenere per me l’irritazione!