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LA STANZA DI CLAUDIA

Il cielo stellato sopra di noi

07 agosto 2019

Una massima zen racconta che l'ego dice: quando ogni cosa andrà a posto, troverò la pace. Lo Spirito dice: trova la pace ed ogni cosa andrà a posto. In queste settimane che più belle non potrebbero dipanarsi, il compito che mi sono assegnata  per le vacanze è quello di cercare la pace dopo un anno turbolento come solo gli anni delle persone miti sanno essere. Mi sono preoccupata per cose che poi si sono sciolte come neve al sole, mi sono adombrata, adirata, imbufalita...e non sempre in quest'ordine. Ho persino preso persone a male parole in troppo umani impeti di rabbia, e ho trascorso notti insonni per motivi che risultano del tutto futili quando mi sdraio al buio, in montagna, a contemplare la volta stellata del cielo. Così luminose le stelle: ci parlano dell'eterno, e spingono via le nostre preoccupazioni con la maestosità della loro luce. Troppo forte scorre il sangue nelle mie vene, e imparo a respirare a fondo per non farmi trascinare via dal suo impeto. Anche adesso, nella pace di una ritrovata serenità, con le preoccupazioni dell'anno scolastico lontane, e le cose che girano come piace a me, sento la bestia ribollire dentro quando leggo i giornali o mi occupo di cose del mondo. Allora, torno ai libri di psicoanalisi, al'amata letteratura, chiudendo fuori il mondo attuale che fa troppo rumore, è caotico, e mi disturba e inquieta. Cerco di fare respiri profondi e di non prendermela troppo quando il mondo della cronaca non va come secondo me sarebbe giusto. Come ha detto Pascal: "tutti i problemi odierni derivano dal fatto che non sappiamo stare chiusi in una stanza". e lui scriveva in tempi che a noi sembrano lontani, meno connessi e pieni di informazioni di quelli attuali: ormai, anche in una baita di montagna arriva un fiotto inarrestabile di notizie dal mondo esteriore, e più si è in raccolto silenzio, e maggiore pare il fragore di queste notizie. L'unica è scollegarci più a lungo possibile, e cercare la pace nel nostro cuore. Augurare il bene a tutti e a tutte, consapevoli che il mondo prosegue nel proprio corso anche senza il nostro affaccendarci, che non dobbiamo pretendere di avere sempre una soluzione, e soprattutto che le nostra soluzioni non necessariamente sono le uniche valide. Il mondo va avanti con quello che in sanscrito si chiamano le lila, i giochi che il divino compie servendosi di tutti noi per far proseguire il disegno dell'universo. Un disegno che a volte ci sfugge, e altre ci pare caotico e dissonante, ma che possiede un proprio senso: se ci fermiamo a guardare le stelle nel cielo, può apparire per brevi istanti, incomprensibile e maestoso. Certo, occorre allontanarsi dai luoghi dell'abitato, salire in montagna, là dove le luci umane si spengono, o si fanno fievoli. Allontanarsi dall'abitato fa bene al nostro cuore, calma la mente e mette in connessione con forze più grandi di noi, ribaltando il senso delle nostre certezze e facendoci sentire forte, pulsante, la vita.