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LA STANZA DI CLAUDIA

Fashion blogger da fattoria

24 giugno 2019

Parliamo di vestiti e accessori? Sì dai, sapete che fare la fashion blogger da fattoria mi piace! Dunque, ho semplificato il guardaroba, eliminato, reso ecosostenibile e facile da mantenere. Via i tessuti che si stirano, e benvenuto lino che è bello anche un po’ stropicciato. Via le grandi marche, low e high cost, benvenuti artigiani locali e second hand shops. Poi, addio borse griffate che fanno troppo sciureta , benvenute borsette di tela o di corda…tutto ciò che consenta di trasportare oggetti senza la costrizione di trasformarsi in borsetta, concessa al massimo una Freitag multichilometrata. Bene: armadio essenziale ed eticamente coerente sistemato. Poi, amiche mie, il pericolo della disfatta morale si annida dietro ogni angolo: se mi imbatto in certe vetrine, rischio di capitolare e di non fermarmi a pensare se il marchio in questione paghi regolarmente le tasse e tratti con rispetto i propri lavoratori…vedo quei tailleur da parigina, quegli abitini d’altri tempi, e la tentazione di entrare, comprare e rifarmi una vita è forte. Mi dico: Madonnina, che spreco la vita ecosolidale, chi me lo fa fare di rinunciare al glamour e al lusso? Ma è chiaramente una trappola: acquistare uno di quegli abiti, ha molte implicazioni: necessitano di cure, e di attenzioni, e soprattutto di compagnia. Cure: quasi mai un abito come si deve si lascia lavare in lavatrice, o comunque necessiterà certamente di stiratura. Attenzioni: le persone vestite “bene” vivono malissimo: non possono sedersi per terra, lanciare la borsa per terra, togliere le scarpe alla prima occasione; senza parlare del nervoso in caso di macchie o danneggiamenti: tutte preoccupazioni delle quali faccio volentieri a meno. Compagnia: Non è pensabile mettere un bel vestitino e poi “ammazzarlo” con scarpe comode o accessori improvvisati: toccherà abbinarlo a scarpine deliziose ma inevitabilmente scomode e poco pratiche, la qual cosa tradotta significa: addio passeggiate nei boschi improvvisate. Inoltre, richiederà accessori di tutto rispetto, dunque via braccialettino di corda e conchiglie che ci accompagna dalla spiaggia alla prima raccolta di castagne, e che non vi venga in mente di dimenticare il parrucchiere e le unghie perlomeno smaltate. E poi, il problema delle borse, impensabile abbinare un vestito come si deve a un sacchetto di tela e, ragazze, spiace dirlo, ma una borsa Hermès (o simili) ci definisce senza speranze come una persona che ha rinunciato alla giovinezza (non importa l'età anagrafica, è possibile essere vecchi dentro anche a vent'anni), per quanto sia prestigiosa e indubbiamente bella: ci sono borse che allontanano le persone, che dicono di noi: io sono qua in alto, state alla larga, ciao povery

Finisce che immagino per qualche minuto come sarebbe la mia vita con quel favoloso vestito, e poi dico no grazie, la mia strada non passa di lì, almeno in questa vita.