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LA STANZA DI CLAUDIA

La via ticinese alla felicità

12 agosto 2019

 

Ikigai è il termine che indica la via giapponese alla felicità: gli orientali sono dei maestri quando si tratta di tirar su teorie su tutto...l'arte del riordino (Marie Kondo, vieni qui che ho qualcosa da insegnarti!), l'arte di comporre i fiori (ikebana), le cerimonie del tè, l'arte della guerra e via discorrendo. Personalmente, trovo gli orientali piuttosto noiosi, e quando una persona inizia a parlare di storielle zen sbadiglio....salvo poi citarle a mia volta, perchè gli orientali sono dei diavoli, ti entrano sottopelle senza neppure che te ne accorga, e in un battibaleno ti ritrovi lì nella posizione del loto a meditare dopo aver trangugiato una tazza di tè verde, sentendoti il piccolo Budda (ah...un momento di silenzio niente affatto mistico pensando a un Keanu Reeves in tutto il suo fulgore!). A parere dei giapponesi più inclini all'arte della felicità,i cinque pilastri della ricerca della felicità sarebbero: cominciare dal piccolo, dimenticarsi di sè, armonia e sostenibilità, la gioia per le piccole cose, stare nel qui e ora (fonte: Ken Mogi, Il piccolo libro del'Ikigari, Einaudi, 2019). Noi ticinesi sulla via della felicità rispondiamo: bella scoperta! Secoli di tradizioni nipponiche, e ci sciorinate questa brodaglia verdognola? Ma vi insegniamo noi, l'arte della felicità...Stiliamo una lista delle cose che ci rendono felici e poi, semplicemente, facciamole. Ve ne compongo una mia estiva, attuale e che cambierà con il mutare delle stagioni. Ora, adesso, mi rende felice: andare al grotto, quando fa caldo e non serve neppure prendere il maglioncino per la sera; ma se proprio occorre prendere il maglione o la giacchetta di jeans va bene uguale. Ballare quando capita a caso, tipo che a Rete 3 o Rete 2 mettono su una bella musica (raro, ma capita) o che si passa in una piazza e c'è un concerto e si balla. L'ultima volta, la notte reggae a Meride: magico e piccolo, un gioiellino delle giuste proporzioni. Poi, dire quello che penso senza censurarmi. Me lo concedo più spesso da quando ho riflettuto sugli splendidi effetti operati sui persone che conosco che hanno sciolto la lingua dopo un uso temporaneo di antidepressivi leggeri: la chimica fa miracoli, ma anche senza pillole funziona la semplice volontà di non censurarsi continuamente. Ho deciso di dare un taglio alla mia ritrosia da fanciulla ottocentesca, e di non morsicarmi continuamente la lingua quando ho qualcosa da dire: ragazzi, è fantastico, mannaggia a tutta l'educazione che mi ha insegnato con troppa efficacia a comportarmi sempre da brava ragazza! Fine (quando sono in vena, non sempre) dei "non lo dico tanto sarà una cavolata, non lo dico per non far rimanere male la tal persona, non lo dico perchè non si dice, non lo dico perchè ci penso ancora su...": lo dico, ed è è bello quello che succede...d'accordo, un po' di censura la applico ancora poichè non danneggiare, non far male e mantenere un certo decoro sono principi che valgono per tutti, non solo per le ex brave ragazze aspiranti ragazzacce con eleganza! Poi, che mi rende felice è guardare con la mia family (femily, come diciamo noi alla ticinese) tante puntate di fila di The big bang theory (Sheldon, ti amo!) o altre serie tv i cui personaggi diventano amici di famiglia, da Pablo Escobar a Jon Snow. E' cultura pop, guardare le serie è un dovere professionale praticamente...tanto per silenziare i sensi di colpa per il "tempo perso" (cielo, quanto è bello perdere il tempo!). Poi, mi rende felice avere degli appuntamenti che obbligano a degli spostamenti, e in quegli spostamenti fare cose molto intime e molto private. Poi, ovviamente, come a tutti quanti, mi rende felice quando gli altri si accorgono di me e mi regalano segni di stima, di amicizia o di affetto. Capita troppo di rado, disgraziati! Anzi no, va bene così....quando capita troppo poi mi lamento che non ho tempo per me, ed è vero! Un'altra cosa che mi rende felice è bagnare le piante, accarezzare il mio cane e fare belle passeggiate insieme. Nuotare, mangiare cose fresche e buone, bere gin del Bisbino con il ghiaccio (con moderazione) in certi momenti ispirati, guardando l'orizzonte e pensando a cose belle e a belle persone. Leggere un buon libro, e poi posare il libro e guardare passare le nuvole. Guardare le stelle in montagna, dove non ci sono luci e sento il mio cuore che batte. Ripensare a certi momenti, e pensare che ne arriveranno altri. Scrivere. Stare con voi, e augurarvi di essere tanto felici, e anche un po' tristi perchè poi la tristezza passa, e senza di lei non saremmo umani.