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LA STANZA DI CLAUDIA

Il pozzo delle donne

23 aprile 2019

Ieri una persona mi ha detto che è contenta di poter tornare a leggermi su Cooperazione, così può vedere come me la passo e si consola…La accontento: ho momenti belli e altri meno splendenti, come tutte e tutti noi. Non è un paese per vecchi, non è un paese per donne, non è un paese per persone oneste…Quante volte ci troviamo a pensare di appartenere ad un luogo sbagliato, ad un’epoca sbagliata, a una società che non ci capisce e che non ci valorizza, dalla quale ci sentiamo alienati! Confessatelo: capita anche a voi, succede a tutti a volte! Io mi sento così ogni volta che sono stanca, con l’aggravante che sono spesso stanca: poi imputo la colpa all’anemia che mi affligge fin da piccola, ma so che i motivi sono più complessi. Sono stanca perché vivo intensamente, e le relazioni con le persone mi stancano. Certi giorni, devo arrivare fino a sera per riuscire a spegnere l’onda emotiva di una discussione mattutina con una figlia, o l’eco di un sogno. Certe volte, vedo delle persone e il solo vederle mi stanca, perchè fa risuonare in me echi del mio passato lontano, e il peggio è che si vede subito che sono stanca, e c’è inevitabilmente qualcuno che mi chiede “ma sei stanca?” e allora mi sento ancora più stanca, e penso che voglio solo stare da sola per ritrovare il mio equilibrio, come ogni figlio unico ben sa: impossibile riposare se nel raggio di chilometri è presente qualcuno. Me la prendo anche con chi mi chiede se sono stanca, e con tutti, compresi quelli che mi dicono se mi vestirò bene per un certo evento facendomi sentire a disagio, e la parrucchiera che mi suggerisce di evitare di farmi tagliare i capelli da mia figlia quindicenne per gioco, e con chi parla e con chi tace: con tutti, insomma, e li guardo in cagnesco e ringhio un po’, ma piano. Guardo il computer o la tele o i giornali, e le notizie mi stancano: troppo mondo, troppa umanità! Poi dormo, e il miracolo avviene: mi sento riposata, e in pace con il mondo, dormire è un toccasana e un effetto simile lo sortiscono le passeggiate sufficientemente lunghe, la danza, lo yoga, lunghe soste di letture interessanti e altre cose che al momento non mi vengono in mente, ma so che esistono da qualche parte, a cercarle! Lo diceva bene Natalia Ginzburg nel suo Discorso sulle donne (in: I racconti delle donne, a cura di Annalena Benini, Einaudi, 2019): “…le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla: questo è il vero guaio delle donne. Le donne spesso si vergognano d’avere questo guaio, e fingono di non avere guai e di essere energiche e libere, e camminano a passi fermi per strada con bei vestiti e bocche dipinte e un’aria volitiva e sprezzante; ma a me non è mai successo di incontrare una donna senza scoprire dopo un poco in lei qualcosa di dolente e di pietoso che non c’è negli uomini, un continuo pericolo di cascare in un gran pozzo oscuro, qualcosa che proviene proprio dal temperamento femminile e forse da una secolare tradizione di soggezione e di schiavitù”. Ne riparleremo, promesso!