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LA STANZA DI CLAUDIA

L'insegnamento della pietra

19 agosto 2019

Ci sono momenti nei quali mi piace stare da sola, mi beo della mia solitudine e la abbraccio come fosse un'amica: giorni di pienezza, nei quali saluto gli insetti che vengono a trovarmi e dico "ciao zanzara, sei simpatica ma non pungermi per favore!", oppure intrattengo rapporti cordiali con coleotteri e farfalle, in assenza di umani. E giorni nei quali durante le passeggiate estive saluto le mucche come vecchie amiche, abbraccio alberi e mi arrampico su sassi per familiarizzare con il mistero della solidità. Ma non è sempre festa: a volte la solitudine mi pesa, e il giorno mi pare pesante, e faticoso da sopportare il fardello delle sue ore. Giorni nei quali mi vengono in mente solo pensieri tristi, passati o futuri, e stilo la lista delle cose che mi irritano. Mi danno sui nervi le persone che parlano di soldi, vantandosi di averne in abbondanza o lamentandone la scarsità. Soldi, salute e sesso sono tre argomenti-serpenti dei quali parlare il meno possibile, a mio parere e in controtendenza con lo spirito del tempo. Mi irritano le borse con i marchi ben impressi in evidenza, e il mio quasi-cedere all'acquisto soltanto perché la commessa era gentile ed ha accennato ad uno "scomparto segreto" della borsa in questione. In passato, debole creatura che sono, ho acquistato borse per motivi anche più futili, come il loro nome o un dettaglio, poi vergognandomi e portandole alla Croce rossa, anche perché mi sentivo una vecchia signora con quegli oggetti tra le mani, e il fascino del dettaglio o del nome svaniva molto in fretta, come sono transitorie tutte le passioni. Comunque, i pensieri irritati e tristanzognoli devono trovare una loro casa, e quando arrivano vanno accolti, non meno delle ondate di baldanza e di entusiasmo. L'etimologia di "entusiasmo" è "avere il dio dentro" o "essere nel cuore del dio": situazione conosciuta dagli antichi greci, e da tutti noi quando le cose buttano bene. A proposito. mi irritano enormemente anche le persone che parlano delle emozioni come di qualcosa di positivo, gli esperti di marketing che evitano accuratamente o inconsapevolmente di affrontare il grande tema della forza dirompente e distruttiva delle emozioni, parlando di tigri come di inoffensivi gattini. Dicevo: i giorni no,quelli di vaghe tristezze e ancor più vaghi smarrimenti, di noia soffusa e di inquietudine inappagata, sono manna dal cielo, e vanno accolti e benedetti, invece di cercare di soffocarli in attività insensate e di distrazione, come lo shopping, il divertimento, il cibo e altri diversivi. Stare lì e marcire un po' come il muschio sulla pietra: è questo il modo migliore per cercare la stabilità e la forza. Me l'ha insegnato la pietra, e io la ringrazio con lo sguardo, passandole accanto, volubile più che mai, poiché il mio destino in questa vita è quello di essere umano, più pesante a volte di quello di minerali, vegetali ed animali.