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LA STANZA DI CLAUDIA

L'orologio di brillantini e la decrescita

14 giugno 2019

Voglio condividere con voi questa riflessione di Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale: “Sul cambiamento climatico è finita l’epoca dei grandi dibattiti. Abbiamo bisogno di leader femminili dogmatiche e dispotiche, un po’ come Greta Thunberg”. E poi cita il filosofo sloveno Slavoj Žižek: “Quando parliamo di ambiente, noi adulti pratichiamo quella che in psicoanalisi si chiama ‘negazione feticista’. I francesi hanno un’espressione che a me piace molto, ‘je sais bien, mais quand-même’: so che è vero, ma non lo prendo seriamente in considerazione. È così che reagiamo. Sappiamo quello che ci dice la scienza, sappiamo che se non facciamo qualcosa siamo rovinati, ma non siamo del tutto convinti che la cosa vada presa sul serio. Per questo ammiro Greta Thunberg e il suo lato dogmatico. Lei non vuole negoziare, e ci dice: ‘Siete voi adulti che negoziate, che rinviate le decisioni, noi ragazzi invece sappiamo bene qual è la situazione’. Oggi abbiamo bisogno di persone così, leader femminili forti e a loro modo brusche. Quelli al potere vogliono farci sentire personalmente responsabili per il cambiamento climatico. Implicitamente ci dicono: ‘È facile criticare i governi e le grandi multinazionali, ma voi avete fatto il vostro dovere? Avete riciclato tutte le bottiglie di Coca-Cola che avete bevuto? Avete messo la carta nel cassonetto giusto?’. È una strategia perfetta. Ti colpevolizza, ma al tempo stesso ti offre una comoda via d’uscita, una scappatoia. Ti rende facile fare il tuo dovere così poi ti senti a posto e puoi tranquillamente tornare a consumare. Cadendo in questa trappola finiamo per non prendercela con chi è al potere, con le organizzazioni economiche, con le grandi industrie che inquinano. Ecco dov'è oggi l’ideologia: non nei grandi concetti, ma in questi rituali della vita di tutti i giorni”.

E sulle piccole abitudini, in casa stiamo cercando di ridurre il consumo di plastica. Un’idea è quella di sostituire i flaconi di shampoo con il sapone di Marsiglia per lavare i capelli: un signore anziano che abitava un tempo vicino a me mi ha passato questa “ricetta” per avere capelli puliti e sani, e ultranovantenne sfoggiava ancora una bella chioma candida…La stiamo sperimentando con piacere, il sapone ha un buon profumo e lascia i capelli puliti, e la mole di flaconi di plastica nella spazzatura è diminuita. Quelli per la doccia li abbiamo dimenticati già da anni, passando senza problemi alle saponette solide, profumate e dal gusto deliziosamente rétro.

Poi, il mio spirito di adepta coscienziosa della decrescita e della limitazione dei consumi in ogni ambito scivola su oggetti del desiderio che mi si parano davanti sulla strada, sempre lastricata di insidie e pericoli...Sto inciampando in un Capri watch, un orologio kitsch al punto giusto, bianco e pieno di brillantini multicolori, un gioiellino che familiari e amici troppo prosaici mi hanno bocciato con epiteti triviali quando ho mostrato loro una fotografia dell'ultimo oggetto del mio fuggevole desiderio...inutile spiegare loro che è un monile da principessa dei mari, e che mi starebbe benissimo se decidessi di salpare in cerca di fortuna su un motoscafo di legno. Inutile, non capiscono la fiaba. E io finirei con il non indossarlo mai, perché me ne vergognerei negli ambiti randagi che frequento. Quindi, devo scegliere: fuggire per Capri e cambiare vita, oppure restarmene con chi amo sognando mari, pirati e orologi tempestati di brillantini...