X

Argomenti popolari

LA STANZA DI CLAUDIA

La fine dell'estate

23 agosto 2019

E come ogni anno, è successo: l'estate ha scollinato, e l'autunno ha iniziato a mostrare i suoi timidi bagliori. Niente di eccezionale: una certa luce calante, la sera. ll colore del bosco, il profumo della terra dopo i temporali, la stanchezza negli occhi degli animali, il volo radente degli uccelli. E i ricordi di quest'estate, che già inteneriscono i cuori come tutte le cose passate. Lo so: è ancora estate, e ancora lunghe le giornate di caldo davanti a noi. Ma è iniziato quel periodo in cui si prende a parlare di fini: sarà l'ultima passeggiata con gli scarponi, l'ultimo bagno nel lago, l'ultima volta che berremo con autentica sete dovuta a un pomeriggio di sole a lavorare nell'orto? E poi, la pila dei libri letti sulla spiaggia o in montagna che si staglia sulla scrivania come un totem di vita letteraria. Il pensiero che presto toccherà rimettere il piumone sul letto. I propositi per il nuovo anno scolastico ormai alle porte, e il pensiero che presto sarà Natale (questo, soltanto per gli spiriti davvero drammatici, o per gli appassionati del Natale).

Gli inizi e le fini sono momenti da raccontare: tutto quello che sta nel mezzo, è vita vera. Se potessimo conoscere quello che arriva, forse vivremmo in maniera differente ogni istante: cosa ha in serbo l'autunno per noi? sarà benevolo o crudele? A quali persone e abitudini e oggetti dovremmo dire addio, e quali potremmo salutare con un cenno di benvenuto?

Quest'estate è stata per me una stagione di addii: ho salutato due quasi coetanei per l'ultima volta, e quel che è peggio ho versato lacrime per una ragazza lasciata l'agosto scorso giovane sposa che non ha potuto vedere quest'estate, quella dei suoi ventisette anni. Ripenso a come ero io a ventisette anni, e mi pare che la mia vita non fosse neppure del tutto iniziata, anche se era ben frenetica e zeppa di avvenimenti. Eppure, la vita è adesso: non nel passato, e neppure nel futuro. In ogni raggio di sole, in ogni tuffo, in ogni corsa nel bosco, in ogni respiro. Sono scesa dalla montagna, e già ne soffro la nostalgia, poiché a certi luoghi ci si affeziona come a degli amici, e li si ama anche quando fa freddo e piove per giorni di fila. Mi mancano le montagne del mio cuore, e le tengo strette mentre sistemo l'orto mediterraneo trascurato da lunghe settimane di assenza, e ancora di più le stringo dentro una parte inaccessibile agli altri di me mentre cammino per le vie della grande Milano, chiedendomi come possa esistere tanta gente al mondo, e come potremo farcela a stare tutti un po' bene senza soffrire troppo. Mi guardo attorno nella metropolitana, chiedendomi quale luogo del cuore abbiano racchiuso nel cuore le persone attorno a me. Vedo mari tempestosi, cime inaccessibili e deserti. C'è tutto un mondo qua a Milano, e se si chiudo gli occhi si riesce a percepire la forza di molti mondi differenti: spero che riusciremo a trovare un modo per armonizzarli, e per danzare una danza di fratellanza e di pace. Una danza di nostalgia e d'amore, una danza che ci coinvolga e ci lasci ebbri ma saggi e forti.