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LA STANZA DI CLAUDIA

Nostalgia canaglia

04 marzo 2019

La piccola di casa soffre di nostalgia. Già ora, al pensiero della partenza per la settimana verde in aprile, le vengono gli occhi lucidi. Sa per esperienza che si divertirà, ma la fatica di partire c’è eccome. Conosco bene quel mix di sentimenti. A me succedeva quando da piccola andavo in vacanza dai nonni a Minusio. Non vedevo l’ora, ma non appena mia mamma se ne andava cominciavo a piangere. Mia nonna ridendo mi chiamava “Giovanin da la vigna: un po’ ‘l piang e un po’ ‘l ghigna” perché poi bastavano due battute del nonno per far tornare il sorriso. Con il passare degli anni ho adottato alcune strategie, ma non è che sia guarita del tutto, anzi. Recentemente mi è successo davanti a un venditore che mi guardava allibito, indeciso se consolarmi o guardarsi attorno per individuare la telecamera nascosta. Perché vedere una donna in lacrime sul piazzale della concessionaria mentre volta le spalle alla vecchia auto e ritira la nuova è indubbiamente un’esperienza surreale. Per sua fortuna ho cominciato a cantare “Nostalgia canaglia” di Al Bano e Romina quando ero già sulla strada di casa.