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LA STANZA DI CLAUDIA

Rincorrere emozioni, inciampare negli sguardi e collezionare cicatrici

29 aprile 2019

Francis Scott Fitgerald scriveva a sua figlia diciassettenne: "non ho energie per reggere il tuo peso morto, la tua compagnia mi rende depresso per la futilità e lo spreco assurdo che richiede". Parole forti che una madre non si immaginerebbe neppure di pronunciare, e in fondo credo che nessuna di noi potrebbe pensarle davvero, salvo forse in brevi momenti di rabbia. Eppure, ammettiamolo: i figli sono interessanti e tanto cari, amati e coccolati, fonte di gioie e di speranze... ma anche faticosi, e a volte così concentrati su di sè da richiamare tutte le energie dello spazio che occupano. Io a volte ho bisogno di uscire di casa, di camminare nei boschi in solitudine, accarezzata dalle fronde e dal cinguettare degli uccelli, e anche così non si smorzano gli echi dei battibecchi, delle accuse più o meno velate, delle preoccupazioni e di tutto un fardello di emozioni. Nella vita, di professione rincorro emozioni, inciampo negli sguardi e colleziono cicatrici. Quelle di madre attualmente sono le più evidenti, e mi chiedo che persona sarei se non avessi messo a tacere parti di me per farne emergere altre, tutte perlopiù dedite alla cura e all'abnegazione, testa bassa e nessuna paura della fatica. Mi chiedo che genere di persona sarei ora se avessi fatto scelte più egoistiche, invece di mettere la famiglia sopra a tutto. La risposta che non mi piace guardare in faccia è che sarei probabilmente una persona migliore, e  forse anche più rispettata dagli altri membri della famiglia che attualmente mi pare mi diano completamente per scontata e mi ritengano di una pesantezza che condivido con loro, ma questi sono pensieri peregrini, perchè le scelte che abbiamo preso compongono la nostra essenza, e non ha senso interrogarsi troppo sui se e sui ma che appartengono al passato. Tutto ciò che abbiamo è il qui ed ora, e concentrarci sul presente per renderlo il meglio che possiamo farne è l'unica alternativa sensata. Mi accade spesso di osservare la fatica nelle altre madri, e mi chiedo se sia possibile vivere più serenamente e con maggiore leggerezza: il mondo è pieno di guru che insegnano a vivere meglio, sicuramente qualcuno di loro ha delle risposte che potete reperire con facilità su internet. Le ho sentite tutte, e mi hanno fatta sbadigliare: la vita è pesante e difficile, oltre che incommensurabilmente bella e preziosa: i fanatici del pensiero positivo ad ogni costo, così come tutti i fondamentalisti, non fanno per me. Attualmente, non reggo neppure tutte le persone attorno a me che si mettono a dieta, una vera ossessione dei cinquantenni che vedono la curva vitale scendere (guai a dirlo, però!), e se ne escono sempre con delle diete miracolose ed efficaci, agopunture e zero carboidrati e palestre ed altri esoterismi. Dimagriscono, e diventano più vecchie e più brutte di solito, la pelle afflosciata e il colorito smunto, soltanto che per educazione non si può dire niente (io lo dico di solito: non è che faresti meglio a fermarti e tornare a mangiare come si deve? e risulto con ciò immancabilmente antipatica). Oltretutto, questa ossessione per la forma fisica ha in sè qualcosa di immorale e di decadente, qualcosa che mi mette una tristezza addosso che non vi sto a dire...