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PUNTO A CAPO

Amore e cioccolata

21 dicembre 2018

La vita andrebbe sempre vissuta con la stessa faccia con cui la si affronta dopo aver assaggiato un pezzo di cioccolato. Con il sorriso stampato sulle labbra, condito da quel misto di piacere, sorpresa e di estasi che un buon cioccolatino può donare. Lo dico perché forse osservo la mia mentre lo provo, oppure perché mi sorprendo a cogliere e cercare le espressioni che assumono i volti delle persone mentre mangiano, e qual è il primo impatto che il cibo riesce a produrre su di loro. Insita nella professionalità di chi lavora le materie alimentari, c’è la ricerca di quella realizzazione che deriva dal donare piacere agli altri, e che tanto più è alta quanto meno è dichiarata. Non sono solo i complimenti a fine cena o i commenti ormai sparsi come fiocchi di neve nella rete, le vere soddisfazioni, sono date dai gesti che non sono controllati dalla mente e che il piacere del gusto riesce a provocare.
La cioccolata in questo esercizio è una primattrice dai molteplici effetti. Riesce a sciogliere gli occhi più freddi, che poi chiudendosi, danno completo controllo alle papille gustative. I denti, lentamente spezzano il croccante involucro, per poi scoprire un morbido ripieno che conquista il palato. Gli angoli della bocca si abbassano sensualmente, e un suono si ode: di solito un “mmh”, frutto del godimento gastronomico, seguito dal silenzio, che in una tavola affollata è sempre il segno di un colpo andato a buon fine. Per questi motivi vivo e lavoro, e ancora di più lo faccio quando sotto le feste mi rinchiudo in cucina, e incomincio a preparare i miei piccoli portatori di piacere. Se il risultato è stupefacente, la lavorazione non è altrettanto immediata. Infatti per poter produrre cioccolatini artigianali di livello, occorre tecnica, maestria, tempo e pazienza. Nelle ore notturne, dove il silenzio è padrone e dove la serafica atmosfera invernale invade gli animi e le strade, mi dedico in forma contemplativa alla realizzazione dei miei dolci preferiti. Gli stampi devono essere puliti, lucidi. La cioccolata va temperata piano, giusto alla temperatura che hanno le labbra. La ganache che sarà il ripieno, deve essere morbida abbastanza da poter essere versata nella capsula.
La perfetta riuscita del lavoro avviene seguendo i passi, senza forzare gesti e i tempi, perché il risultato deriva anche dalla sapienza nell’attendere il momento propizio. In un mondo in cui il gusto amaro prende il sopravvento, combatto con la dolcezza del cacao, preparandone scrigni di meraviglia. Saranno il dono per quelli che mi sono intorno, perché la loro gioia sarà il mio regalo più grande, d’amore e cioccolata.