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PUNTO A CAPO

Calendari d'Avvento

11 dicembre 2018

Qualcuno ricorda ancora l’epoca in cui di calendario dell’Avvento ne esisteva uno solo? Era arrotolato attorno a una confezione di cioccolato in polvere, dalla quale lo si staccava per poi aprirne le finestrelle che venivano illuminate da una candela piazzata al centro del cilindro di cartone.
In quei tempi lontani, il cammino verso Natale attraversava solo territori simbolici, marcati da motivi invernali con alcuni elementi religiosi a mo’ di supplemento. Di regalini, manco l’ombra.
Avere ancora un un piede in quell’era che sembra quasi preistorica non significa per forza lasciarsi travolgere dalla troppo facile nostalgia per un passato idealizzato a posteriori: vuol dire piuttosto disporre della distanza necessaria per analizzare, a partire da un dettaglio rivelatore, i cambiamenti avvenuti in mezzo secolo. Cosa ci insegna l’evoluzione del calendario dell’Avvento?
La prima conclusione, evidente, è quella dell’espansione del consumismo, che raggiunge livelli insospettati e spesso demenziali. Da oggetto ludico-commemorativo e tradizionale, riservato prioritariamente ai bambini, il calendario di cui parliamo si è così trasformato in una sorta di molto pratica e duttile matrice commerciale, di cui gli specialisti di marketing si sono impadroniti sbizzarrendosi sempre più.
Guardate attorno a voi tutto ciò che ha fatto pullulare l’occasione sognata di poter snocciolare una serie di ventiquattro oggetti – generalmente superflui – selezionati in funzione di categorie di acquirenti pure esse moltiplicabili all’infinito, come lo dimostra una rapida indagine su internet.
La seconda conclusione non è meno palese, ma si tratta di una costatazione che non si sottolinea mai abbastanza. Nelle nostre società, nulla sfugge alla logica economica, che si insinua ovunque e non risparmia nessun settore, dando però a ciascuno l’illusione della libertà di scelta e d’opinione.
La deriva del calendario dell’Avvento, di cui ci si può chiedere cosa ha ancora a che vedere con il significato liturgico d’origine, è una perfetta illustrazione di questo meccanismo implacabile, che non risparmia nessun aspetto del nostro quotidiano. Non più individui, ma clienti potenziali… da abbindolare con «la magia del Natale», sempre ottima per incentivare le vendite.