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PUNTO A CAPO

Comunicazione di cuore

18 novembre 2019

Si dice che donne abbiano un certo sesto senso, spiccate capacità empatiche e spesso si lascino guidare dal cuore nelle scelte di vita quotidiana.

Di sicuro il loro cuore risulta essere molto sollecitato nel corso della vita. E anche più a rischio di cessare di battere per sempre, rispetto a quello degli uomini. Da ricerche internazionali, però, emerge chiaramente come non ci sia ancora sufficiente percezione né consapevolezza di questo fatto.

Studi attuali dimostrano infatti che otto donne su dieci non sanno che le malattie cardiovascolari e l’infarto sono la prima causa di mortalità femminile, in particolare dopo i cinquant’anni.

Non a caso sono state lanciate, in Svizzera e a livello internazionale, campagne di sensibilizzazione mirate al mondo femminile per intercettare i potenziali sintomi, per migliorare le abitudini di vita (alimentazione sana, movimento e niente fumo) e soprattutto per ascoltare di più il proprio cuore. Anche in senso letterario.

La comunità scientifica e l’Organizzazione mondiale della Sanità Oms fino all’anno 2000 consideravano pressoché sconosciuto il tema della “medicina di genere” (cioè di quella branca della medicina che si occupa delle differenze biologiche e socioculturali fra uomini e donne, studiandone l’influsso che esse hanno sullo stato di salute e di malattia e valutando gli effetti della terapia, al fine di offrire un trattamento personalizzato e di qualità).

Malgrado siamo ancora agli albori, nell’ultimo ventennio, però, la consapevolezza di queste differenze di genere è aumentata, sia negli atenei che nell’industria farmaceutica.

E si è cercato di correre ai ripari, grazie a mirate comunicazioni, divulgazioni e sensibilizzazione sul tema.

Nulla di più utile e gratificante quindi, se, anche grazie a campagne informative, si riescono a salvare delle vite umane.

E questo è solo uno, fra i tanti esempi, di come possa essere indispensabile la comunicazione.