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PUNTO A CAPO

Estate... profonda

26 agosto 2019

Ogni tanto, durante le vacanze avvengono incontri casuali che lasciano tracce e fanno riflettere. Anche per certe coincidenze con le quali avvengono. All’ombra dei pini marittimi e cullata dal suono delle cicale, stavo leggendo un articolo di attualità che citava un costante aumento della popolazione anziana, e in particolare dei malati di Alzheimer.

Non lontana da me era seduta una signora di mezza età dal cappello di paglia un po’ eccentrico, che stava leggendo un libro dal titolo accattivante. La signora era parigina, in vacanza da sola, di una vitalità e simpatia veramente coinvolgenti. Parlando a ruota libera abbiamo scoperto che a un migliaio di chilometri di distanza avevamo svolto gli stessi studi e trascorso diversi anni di carriera lavorativa simile. Quello che mi ha colpito è stata la disarmante franchezza con la quale mi ha raccontato il suo percorso “successivo”. Dopo una quindicina d’anni di vita frenetica trascorsa in agenzie pubblicitarie e dopo una profonda crisi relazionale e personale, ha deciso di rimettersi in gioco e dedicarsi ad una nuova formazione, pur restando, in senso lato, nell’ambito comunicativo. Alla soglia dei quarant’anni, stufa di rincorrere l’effimero per gli slogan pubblicitari e spingere al mero consumismo, ha infatti svolto una formazione di logopedista per, mi disse, “giocare in modo sensato con le parole e per aiutare le persone a riprendersele ed insegnare loro come appropriarsi, o riappropriarsi della propria verbalità.”

E così facendo ha riscoperto un senso profondo delle attività di comunicazione svolte e ritrovato nuove energie vitali. Si è specializzata in riabilitazione logopedica di adulti colpiti da emorragie cerebrali o vittime di tumori o traumi cranici e, in particolare, si occupa di anziani colpiti da Alzheimer. “Non c’è nulla di più soddisfacente che riuscire a ridare la parola a qualcuno che, suo malgrado, si è dimenticato tutto. E far riemergere, dalla nebbia dei ricordi, parole fondamentali, per permettere di restare in comunicazione verbale con il mondo circostante.” Questo l’entusiasta riassunto della sua nuova attività. D’un tratto ho visto sotto un’altra luce l’articolo che stavo leggendo: certo, le prospettive demografico-sanitarie non sono rosee, ma è anche grazie alla passione e alla motivazione di persone così che si riuscirà a mantenere alta la qualità di vita durante la terza e quarta età. Perché comunicare è vitale. In quel momento ricordo di aver sentito le cicale che hanno ripreso a cantare. Cioè: a comunicare fra loro.