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PUNTO A CAPO

I gelati sono buoni

10 giugno 2019

Questa affermazione potrebbe essere una delle poche in assoluto a raccogliere un consenso plebiscitario se usata a tale scopo, perché la sua verità riunisce trasversalmente ogni categoria di persone nel mondo che non riusciranno mai a dissociare il concetto di bontà dal gelato, a parte quelli ahimè, con i denti sensibili. Appunto, «i gelati sono buoni, ma costano milioni»: così cantava il ritornello di una canzone degli Skiantos e del compianto Roberto “Freak” Antoni.

Il punk provocatorio di fine anni ’70 è solo un pretesto per parlare delle dolcezze ghiacciate che tutti apprezzano ma che costano come cantava il nostro, sia ai consumatori ma anche alle aziende. Il tempo primaverile con tendenze autunnali che stiamo vivendo non è propriamente un ispiratore al consumo di gelati; specialmente questo maggio dagli ombrelli sempre aperti. Il mercato dei generi alimentari è uno dei più soggetti alle variazioni del meteo, che influisce su produzione e vendita, in quanto il nostro corpo ci porta a desiderare cibi che riscaldano o rinfrescano a seconda della percezione della temperatura.

Il gelato o sorbetto, viene associato nella maggior parte dei casi al caldo, al sole battente e impietoso che rende i pomeriggi afosi una lunga agonia nell’attesa del fresco della sera. Lo sciogliersi dei gusti cremosi e fruttati è quasi un simbolo dell’estate, ed esperienza che tutti abbiamo provato, quando le gocce scendono sul cono e sulle dita, che appiccicaticcie andranno ad incollarsi tra loro.

Il costo dei gelati in questo momento va ad incidere sulle grandi industrie produttrici che avranno capannoni colmi di congelatori traboccanti di dolci in attesa, e camion che girano a mezzo carico per la mancata richiesta. Tenere ferme grandi quantità di merce ha un costo non indifferente se rapportato alle quantità di cui si parla. Anche le gelaterie artigianali sono molto esposte in quanto fanno della vendita al dettaglio il loro business principale. E posso immaginare che nelle scorse settimane il consumo sia in parte calato; come di conseguenza gli introiti che servono a finanziare l’attività.

Il gelato da secoli è un piacere per grandi e piccini, ed è uno dei pochi alimenti che unisce le generazioni. Quando lo si mangia, nonni e nipoti, figli e genitori, amici e innamorati lo gustano con piacere condiviso. Per questo spero che l’estate, facendo capolino, aumenterà l’occupazione delle panchine, dove dolcissimi gusti nutrono e uniscono buoni e milioni.