X

Argomenti popolari

PUNTO A CAPO

I valori del tempo

13 maggio 2019

Il tempo, nelle nostre esistenze è costante e variabile. Ma è solo col passare degli anni, che si trasforma da unità di misura a misuratore. Nell’era moderna, il motto “tempo è denaro” è diventato l’equazione sopra la quale in molti hanno speso vite e giorni, dando alla riuscita economica delle proprie carriere la corrispondenza temporale.

Questa scala è comunque limitante, in quanto lo scorrere dell’esistenza può alienarsi dal teorema proposto dalla civiltà industriale. Infatti oggi il tempo è apparizione.Sembra che solo la trasmissione nel reale dei propri momenti, renda un istante fisso e lo trasmetta in quella pseudo immortalità giornaliera che la potenza dei nuovi mezzi ha creato. Esserci per essere.

All’inizio del mio quarantennale ho portato le riflessioni all’ordine dei giorni, e con lo sguardo a ritroso mi sono trovato a compiere addizioni e sottrazioni dei periodi vissuti.Uno dei canoni accettati dalla società, è la valutazione in base agli obiettivi raggiunti. Il successo professionale, la vita affettiva in famiglia o fuori, la presenza dei figli. Tutte queste cose sono come messe in un frullatore nel cervello, che inizia a girare mescolando in un istante tutto ciò che è stato, lasciando spesso un sapore amaro.

Gli affetti sono gli unici per cui vale la pena rimettersi ogni giorno in cammino.

 

Queste elucubrazioni nascono dalla necessità di dare un peso, di enumerare, di dare dei termini a ciò che in realtà non ne ha, cioè il vissuto. Niente può affascinare e deprimere allo stesso modo, come la sensazione che dà l’aver sfruttato o meno una giornata o la propria vita. Pensare di aver fatto qualcosa è appunto riconducibile alla sensazione di compiutezza professionale e non, è una sorta di conta delle figurine, dove si contempla un album lasciato a metà con pochi “ce l’ho”, e molti “mi manca”.

L’inversione del paradigma è necessaria. Non bisogna infatti valutare il tempo per quello che si ha o per quello che si è fatto, ma per quello che si è, e per come vi siamo giunti. La difficoltà sta nell’approcciare questo pensiero distaccandosi da tutto ciò che si vorrebbe considerare. Che cosa ha valore, se non quello che siamo per noi e per gli altri? Che cosa rimane nel tempo, che cosa possiamo usare per scaldarci nei momenti bui? Il valore del tempo è immutabilmente etereo, è impalpabile per le nostre dita che necessitano il tocco. I valori che restano possono solo essere di origine umana, una conta costituita dalla vicinanza. È l’unica misura valida, una somma degli affetti, che sono gli unici per cui vale la pena rimettersi ogni giorno in cammino.