X

Argomenti popolari

PUNTO A CAPO

In ufficio con Ilse

17 giugno 2019

Giugno è finalmente arrivato e le vacanze ci attendono dietro l’angolo. In ufficio il ritmo inizia a rallentare e, mentre torniamo a casa nel tepore della sera dopo una giornata di lavoro, la mente ci riporta ai mesi passati, quasi a voler fare un’analisi di quanto è successo nel lasso di tempo intercorso dalla scorsa estate. Chi ha trattenuto il fiato dopo la convocazione del capo di qualche mese fa che non indicava quale fosse l’oggetto dell’incontro? Chi ha dormito sonni agitati per quell’email un po’ criptica in cui si è stati chiamati in causa per le responsabilità imputabili al collega? A pensarci bene probabilmente possiamo alzare tutti la mano! E l’effetto dirompente che a volte riescono ad avere certe email, lette magari sul cellulare fermi al semaforo mentre si torna a casa in auto, viene amplificato quando fuori si gela. Il respiro si rarefà, il plesso solare si inchioda e l’atmosfera buia invernale certo non contribuisce a liberare la nostra cassa toracica da quel peso che sentiamo che ci opprime stringendoci in una morsa. L’esperienza del respiro è spesso sottovalutata. E invece è importante, anzi fondamentale. La terapia respiratoria si pone l’obiettivo di migliorare la funzione respiratoria e, di conseguenza, anche l’apporto di ossigeno all’organismo, mediante una “percezione consapevole” della respirazione. Essa ha sempre rappresentato una componente importante di molte pratiche terapeutiche orientali e occidentali. Le prime scuole dedicate all’insegnamento della respirazione controllata hanno fatto la loro comparsa già 2000 anni fa.

Anche le tecniche indiane dello yoga e della meditazione hanno la loro origine negli esercizi di respirazione. Oggi esistono diversi indirizzi di terapia respiratoria basati su diversi metodi. Le spinte psicologiche e i sentimenti influenzano la respirazione e si rispecchiano nel suo andamento. Lo stress può “togliere il respiro”, che da fluido e libero diventa corto e superficiale. Nella nostra società siamo malati di “respiro corto” e non solo a causa delle email che ci tormentano! Tra i vari terapeuti che si sono occupati di questi temi c’è anche Ilse Middendorf (https://erfahrbarer-atem.de/) che negli anni Quaranta ha dato vita in Germania alla dottrina della “respirazione esperienziale”. La Middendorf ha posto l’accento sul fatto che sviluppare la consapevolezza del nostro naturale respiro è vitale per il nostro benessere. La respirazione profonda aiuta la mente a focalizzarsi e a ritrovare pace ed equilibrio. Per questo io vado in ufficio con Ilse ogni mattina e pratico i suoi esercizi. Ah dimenticavo…sia d’inverno che d’estate!